Un'immagine da Shell
Un’immagine da Shell

Greenaway, Resnais, Kaursmäki, Bellocchio, Carax, Winterbottom, de Oliveira, Zang Yimou,Kim Ki-duk. Dove si possono vedere le ultime opere di questi maestri del cinema contemporaneo al modico prezzo di cinque euro? Sulla Croisette? Al Lido? Al Berlinale Palast? Risparmiate la fatica del viaggio, basta passare una serata nel più modesto ma accogliente Cinema Corso di Ravenna.

Il programma del 7° Mosaico d’Europa Film Fest di Ravenna raccoglie i recenti lavori dei grandi registi di cui sopra presentati a Cannes, Venezia, Berlino, Locarno affiancandoli a quelli del Concorso Internazionale composto dalle migliori opere di registi esordienti, premiate anch’esse nelle medesime rassegne. I nove titoli che si contendono il premio offrono una panoramica delle identità culturali, sociali e territoriali dell’Europa e dei suoi nuovi autori.

Dalla Spagna il premio Goya 2013, Blancanieves di Pablo Berger, un visionario film muto girato in Andalusia, la risposta gotico-toreadora a The Artist; dall’Inghilterra due storie di formazione, Broken, del regista teatrale Rufus Norris con protagonista Tim Roth e Shell di Scott Graham; dalla Serbia l’esordio della regista Maja Milos con Klip, storia di adolescenti a tinte forti; dalla Danimarca A Hijacking di Tobias Lindholm, il racconto di una nave dirottata dai pirati somali; dal nord arriva anche Oslo 31. August di Joachim Trier, un giorno nella vita del giovane Anders; dalla Romania il vincitore del Festival di Sarajevo 2012, Everybody in Our Family di Radu Jude che racconta di una coppia separata in lotta per la figlia, tra umorismo, violenza, interventi della polizia e dichiarazioni d’amore; dal Portogallo Sangue do meu Sangue, thriller di João Canijo; infine dall’Islanda Vulcano di Rúnar Rúnarsson.

Come ci spiega il Direttore Artistico del festival Alberto Bucci, esiste un’Europa ben lontana dall’immagine di quella politica-finanziaria. Il Vecchio Continente ha ancora una cinematografia pensante e questa rassegna punta sulla positività e sulla voglia del pubblico di allargare i propri orizzonti. Gli eventi speciali della rassegna saranno invece ogni sera le opere dei grandi maestri: dall’intramontabile Alain Resnais che usa i divi francesi Michel Piccoli e Sabine Azéma per parlarci di vita, amore e morte al colossal bellico di Zang Yimou The Flowers of War, sul massacro di Nanchino del ’37, con Christian Bale; dalla commedia- thriller- musical La bande des Jotas della regista-fumettista di origini iraniane Marjane Satrapi al ritratto a più mani firmato da Aki Kaursmäki, Manoel de Oliveira e altriper celebrare la città di Guimarães, capitale europea della Cultura 2012, come gemellaggio benaugurante per la candidatura di Ravenna.

Segnaliamo gli ultimi lavori di due indiscussi artisti – Peter Greenaway con Goltzius and the Pelican Company, ultimo capitolo della sua serie sui grandi pittori olandesi, e Michael Winterbottom con il dramma sull’incomunicabilità Everyday. Nel cartellone due serate imperdibili: l’inaugurazione sabato 13 aprile coi Ronin, formazione indie rock capitanata da Bruno Dorella che sonorizza dal vivo il capolavoro del coreano Kim Ki-duk, L’Isola (2000) e la proiezione di Holy Motors, ultima opera dell’autore maledetto Leos Carax. 24 ore nella vita di un uomo che cambia continuamente identità: da padre di famiglia a uomo d’affari a mostro, affiancato da un’assistente che lo accompagna ai vari appuntamenti scortandolo in limousine per le strade di Parigi. È il vincitore morale dello scorso festival di Cannes, mai distribuito in Italia. Uno dei tanti preziosi frammenti di questo mosaico europeo organizzato dall’Ufficio Attività Cinematografiche del Comune di Ravenna, in collaborazione con la FICE e l’associazione culturale Ravenna Cinema, col sostegno del Ministero e la sponsorizzazione di EniPower.

ROBERTO POZZI

dal 13 al 20 aprile

MOSAICO D’EUROPA FILM FESTIVAL

Ravenna, Cinema Corso, via Alberoni 6

Info: www.meff.it

 

 

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