Conclusa la nona stagione dello Zingarò Jazz Club di Faenza. Come di consueto la rassegna si è articolata su tutta la stagione invernale e, in otto mesi, ha portato a Faenza una scelta di musicisti attenta alle evoluzioni della scena nazionale, sia nei suoi protagonisti affermati che nei talenti emergenti. La direzione artistica voluta da Michele Francesconi ha rispettato anche quest’anno il suo spirito caratteristico: uno sguardo alle progettualità forti e alle formazioni che crescono insieme e condividono un’idea precisa di repertorio, sonorità e intenzioni musicali.

E, come ogni anno, al percorso musicale si è affiancato un percorso didattico ampio e variegato: una maniera di unire l’ascolto e l’esecuzione con una serie di momenti rivolti a focalizzare gli argomenti intorno al jazz. Momenti aperti al pubblico come le presentazioni di libri oppure specificamente pensati per i musicisti come i seminari o, ancora, le giornate di studio, una forma “ibrida” aperta sia ai musicisti che agli appassionati: il prossimo 6 giugno si terrà quella sul pianismo di Chick Corea.

Non sono molti i club in Italia a poter vantare più di dieci stagioni nella propria storia: la prossima sarà perciò una rassegna resa ancora più importante da questo traguardo. La programmazione effettuata nel corso degli anni ha portato allo Zingarò uno spaccato essenziale e una rappresentazione efficace delle direzioni del jazz italiano e, di converso, il valore delle scelte e diverse peculiarità – come ad esempio l’idea di presentare sin dall’autunno tutta la programmazione – hanno reso il club una delle realtà maggiormente conosciute nel panorama del jazz nazionale.

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