creationIl karma che si porta dietro una chitarra rubata è sempre un affare complesso e delicato, da cui è quasi impossibile sfuggire. È una vecchia storia del rock’n’roll: qualsiasi chitarra che non valga esattamente un fico secco porta con sé la tentazione di afferrarla e scappare via. È fin troppo semplice scambiare strumenti di qualità per contanti rapidi, e tossici, vagabondi e altri scoppiati non riescono proprio a contenersi.

Prendi Ron Wood: per andare a suonare il basso nei fantastici Creation – il primo gruppo della sua lunga e spettacolare carriera – dovette rubarlo da un appartamento di Notting Hill, semplicemente perché era troppo povero per comprarne uno. Ma non si dimenticò mai.

La riconoscenza lo prese per mano qualche anno dopo, ormai ricco e famoso mentre militava nella band di Rod Stewart, e lo spinse a farsi accompagnare dal suo autista sul luogo del furto, lo fece scendere dalla Rolls scortato da due signorine, e suonato il campanello fece sì che restituisse il basso al vecchio proprietario. Peccato che la buona azione non riuscì a salvarlo dal suo destino. Un paio d’anni dopo, due teppistelli di nome Steve Jones e Paul Cook che stavano facendo razzie di strumenti musicali a tutto il gotha del rock, da David Bowie a Bob Marley, entrarono anche in casa di Ronnie Wood e gli rubarono qualche amplificatore e una Gibson Les Paul bianca.

La stessa chitarra che avrebbe suonato in tutti i pezzi di Never Mind The Bollocks, il disco d’esordio del gruppo di teppisti di cui sopra, tali Sex Pistols.

È impossibile essere più simbolici di così.

Di lì a poco, il punk avrebbe dilaniato e annientato i vecchi dinosauri rock dell’ancien regime. Dopo tutto anche Luigi XVI aveva commissionato la costruzione della ghigliottina, ignaro che il suo popolo l’avrebbe poi usata per decapitarlo durante la Rivoluzione Francese.

 

Claudio Cavallaro aka Granturismo.

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