afterhoursAl Velvet di Rimini si respirano umidità bollente ed atmosfera delle grandi occasioni per la penultima data del club tour 2013 degli Afterhours. Il locale annuncia l’evento sottolineando che “Ci vogliono quattro mani per contare le volte che gli Afterhours si sono esibiti sul palco del Velvet. Ogni volta è un incontro di famiglia”, ed è lampante che le 1500 persone aggrappate un po’ ovunque si sentano parte della famiglia e della festa.

Quando i milanesi salgono sul palco tutti in rigoroso completo bianco, piace un po’ pensare che si siano messi il vestito buono appositamente per questa sera.

Il live si apre con Padania, ma chi teme un compendio dell’ultimo album viene subito sorpreso da una scaletta che attinge al passato e al presente come se non esistesse nemmeno il concetto temporale: da Elymania a Rapace, da Metamorfosi a Male di miele. Tutti declinati e riarrangiati in un caos debordante dominato dal violino noise di Rodrigo D’Erasmo e dalla chitarra magniloquente di Xabier Iriondo che gioca a fare ora la statua di sale, ora il tarantolato a un passo dalla deflagrazione. Manuel Agnelli è ovviamente il maestro dell’intera cerimonia, consapevole del ruolo e calato perfettamente nella parte, senza però nessuno di quegli scazzi che spesso ha sul palco e che lo rendono poco amato ai più: si vede che qui si sente a casa.

Un’ora secca di set e poi cominciano i bis, di cui si perde il conto: quattro o forse cinque rientri sul palco che fanno spellare le mani ai fans e grondare litri di sudore ai sei sul palco.

Chiude la liturgia Voglio una pelle splendida, cantata ovviamente da tutti: sopra, sotto e anche dietro il palco. Poi Agnelli e soci si mescolano al pubblico fino a tarda notte per continuare la festa, come è giusto sia quando si è in famiglia.  (Gianmarco Pari)

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here