Francesca Woodman, Senza titolo, 1977
Francesca Woodman, Senza titolo, 1977
Francesca Woodman, Senza titolo, 1977

«Quelli che andranno in scena il 18 e il 19 sono lavori fortemente autoriali di artisti con i quali collaboro da anni, che fanno del pensiero e del corpo un unico luogo di ricerca»: così Antonio Rinaldi introduce INFINITO tra gesto e danza, l’incursione di due giorni in vari luoghi della città di Rimini a cura di NNChalance e del Mulino di Amleto. Due giorni fitti di danza contemporanea. Alcune segnalazioni, dal denso programma.

Simona Bertozzi presenta Bird’s Eye View, assolo dolente e visionario, ironico e ferocissimo sul tema del volo, per il quale la danzatrice e coreografa sceglie un costume che ricorda uno straniato aviatore primonovecentesco, con tanto di copricapo di cuoio e scarponcini, e lo spazio scenico, vuoto e tagliato da lame di luce irregolari, si popola di immagini aeree, evocate ma mai compiutamente descritte.

Alessandro Sciarroni è in scena con Joseph, solo che così descrive: «C’è uomo, solo, di spalle al pubblico per l’intera durata della sua performance, mentre cerca la sua immagine in tutto ciò che il suo sguardo tocca. Il solo si riempie di sguardi meravigliati, deformati, raddoppiati e amplificati. Di corpi esposti e pronti all’esposizione, là fuori, chissà dove, dall’altra parte del mondo, ma nel medesimo istante».

Sono, infine, di sicuro interesse le varie proposte performative a cura di Barbara Martinini, danzatrice e coreografa che si è formata e ha collaborato con personaggi di assoluta grandezza, tra cui Pina Bausch, Susanne Linke e Carolyn Carlson.

Spiega il direttore artistico Antonio Rinaldi: «Nel gesto e nella danza albergano l’infinito e il finito, l’atto immediato e repentino e la proiezione futura di un passato fatto di sapienza ed esperienza fisica del corpo. Guardare l’Arte del gesto e della danza con occhi desiderosi di questo è non solo ricchezza dello spettatore ma ricchezza dell’artista e del mondo che con esso si va di volta in volta a creare. Un viaggio quello dello sguardo che strada facendo non deve appesantirsi ma liberarsi di tutto fino a diventare leggerissimo, quasi vapore. L’INFINITO tra gesto e danza è questo e tante altre cose che dobbiamo riservarci di scoprire».

MICHELE PASCARELLA

 

18-19 maggio 2013, INFINITO – tra gesto e danza, Rimini, Teatro Mulino di Amleto, Via del Castoro, 7 (Zona Grotta Rossa), orari vari. info

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