01In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio è stato inaugurato il rinnovato spazio del chiostro inferiore del Museo d’Arte della Città, contenente un nuovo allestimento della Collezione dei Mosaici Contemporanei, alle ore 18.30 è in programma la visita guidata alla collezione.

Il riallestimento della Collezione è stato realizzato in buona parte grazie al fondamentale contributo del Progetto Europeo Open Museums – finanziato nell’ambito del Programma di Cooperazione Transfontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali – vinto dal MAR a maggio 2011 e tutto dedicato alla riqualificazione e all’integrazione dei Musei italiani e sloveni.

La volontà di documentare e valorizzare l’arte musiva degli ultimi 90 anni – fondamentali per la rinascita del mosaico a Ravenna – è uno degli obiettivi dell’Istituzione MAR – Museo d’Arte della città, perseguito attraverso il CIDM – Centro Internazionale di Documentazione sul Mosaico.

Questo intento si avvantaggia delle possibilità di ricerca offerte dalla presenza di un importante Archivio in continua espansione. I diari di cantiere, le lettere, gli atti relativi a committenze, restauri e progetti edilizi, le pubblicazioni, i periodici, consentono una pluralità di letture che permette di storicizzare le opere in modo puntuale e di allargare lo sguardo sulla produzione musiva attuale, un esercizio in grado di riservare molte sorprese.

Uno dei principali compiti di un Museo d’arte è quello di rileggere il passato per poter individuare e interpretare, con la debita distanza, le potenzialità dei fenomeni artistici di resistere nel tempo (e al tempo, grazie ad una corretta tutela), mentre maturano importanti significati e valenze talora inaspettate. Dopo studi e ricerche condotte anche in importanti archivi nazionali, Claudio Spadoni, direttore scientifico del MAR e Linda Kniffitz, curatrice del CIDM, hanno optato per un progetto di riqualificazione della Collezione che favorisse la ricostruzione storica della nascita e dello sviluppo del mosaico contemporaneo a Ravenna.

Attraverso la nuova collocazione delle opere e con l’ausilio di pannelli didattici, viene rievocata la grande stagione dei restauri alle antiche decorazioni paleocristiane e bizantine, condotta dal primo Soprintendente del nuovo Stato unitario, Corrado Ricci. Sempre a Ricci si deve la nascita del Corso di mosaico all’Accademia di belle Arti di Ravenna, nel 1924, fondamentale per la creazione di maestranze specializzate, i “maestri mosaicisti”, come li definiva Severini. I mosaicisti ravennati, attivi in tutti i cantieri di restauro dei monumenti antichi, sono anche in grado di dialogare con i critici e gli artisti del Ventennio e del secondo dopoguerra, creando opere musive nelle quali essi non hanno solo un ruolo vicario, ma di piena collaborazione.

Il nuovo percorso permette di valorizzare pienamente la Mostra dei Mosaici Moderni – una serie di opere fra le più significative degli ultimi cinquant’anni – e di accennare agli altri eventi che hanno segnato la rinascita del mosaico a Ravenna: la Mostra dei Mosaici Danteschi, la Biennale del Mosaico e le opere realizzate per il Parco della Pace, un Parco a tema, luogo di celebrazione della pace fra i popoli. Le successive collaborazioni con artisti autorevoli permettono di indagare il complesso rapporto fra “pictor imaginarius” (l’artista ideatore dell’opera) e “musivarius” (il mosaicista). Grazie a lasciti e donazioni è stato possibile documentare almeno in parte anche la stagione del design in mosaico degli anni ‘80 e ’90.

Dopo aver riservato tanta attenzione agli eventi salienti che hanno contribuito all’affermazione del mosaico contemporaneo a Ravenna, l’ultima sezione delinea il panorama degli ultimi decenni, gli orientamenti assunti dagli artisti affermati e da quelli emergenti. I mosaicisti che si sono formati a Ravenna sono consapevoli di poter giocare un ruolo da protagonisti, da unici artefici dell’opera musiva, sanno confrontarsi in prima persona con tutte le espressioni più nuove dell’arte, dimostrando che una tecnica antica può sostenere la sfida con i tanti volti della contemporaneità.

Il progetto tecnico e la direzione lavori sono stati affidati, a seguito di gara, all’architetto Cesare Mari di PANSTUDIO Bologna, con la supervisione dell’ingegner Claudio Bondi e la consulenza di Davide Cavallini dell’ufficio Edilizia del Comune di Ravenna. La progettazione architettonica ha dato risposta alla improrogabile necessità di una corretta conservazione e manutenzione delle opere, grazie alla schermatura solare degli archi del quadriportico e ad un’illuminazione nuova ed efficace, tenendo conto anche dei recenti cambiamenti di accessibilità alla collezione e al chiostro. Il progetto illuminotecnico, infatti, consentirà di fornire agli ambienti diverse intensità di luce, permettendo di evidenziare precisi oggetti e punti d’interesse. È prevista l’installazione di un soffitto luminoso costituito di formelle nelle quali saranno incorporate mini sorgenti LED.

Verrà rinnovato anche l’apparato di comunicazione e segnaletica dell’ingresso al Museo, che verrà reso più funzionale ed accogliente per i visitatori.

Museo d’arte della città di Ravenna, MAR, via di Roma, inaugurazione ore 18, info: www.museocitta.ra.it

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