Sta di fatto che alla fine Dylan ha cantato ” Desolation row”.

Io trepidavo per “A hard rain’s a-gonna fall” e invece lui mi ha stupito, non senza farmi provare l’ebbrezza di sentirmi amareggiata. Solo per un attimo amareggiata da Dylan… come se lui avesse infranto un tacito e privato accordo amoroso ed esclusivo.

E invece lui ha avuto ragione anche questa volta. Perchè “Desolation Row” è pioggia, pioggia che cade su mille vite raccontate.

E poi questi 11 minuti di canzone mi hanno ricordato che non è possibile avvicinarsi a Dylan prescindendo dai suoi testi. E questa non è un’ovvietà visto che talvolta lo si vede relegato a rappresentante di tempi che dovevano cambiare e non sono cambiati. E no! La risposta soffia in queste parole bagnate. La risposta soffia in questa voce che ti sorprende con un calore inatteso.

E’ stato un grande concerto.

Francesca Loiacono

Visto il 2 novembre a Milano

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