la-ragazza-con-lorecchino-di-perlaMarco Goldin, cifre alla mano, ha siglato subito il successo. Ad oggi sono ben 98000 le prenotazioni per visitare la mostra, provenienti da tutt’Italia e da molte parti d’Europa (anche dall’Olanda, secondo quanto riportato da Goldin) per una media di circa 2000 prenotazioni al giorno. Le previsioni sono così rosee che è stato addirittura programmato un prolungamento dell’orario di chiusura della giornata inaugurale fino alle 2 del mattino e si è pronti a intervenire nuovamente sugli orari nel caso in cui ce ne fosse bisogno. Davanti a una sala conferenze improvvisata nella corte di Palazzo Pepoli Vecchio, gremita dal gotha del giornalismo culturale nazionale, Goldin ha quindi dato sfoggio di tutta la sua competenza in materia in un lungo monologo sull’importanza che il genere del paesaggio riveste per l’arte olandese, interrompendosi solo per sottolineare come le luci scelte per l’illuminazione dei quadri siano state lodate anche dagli stessi responsabili del museo olandese. E questo nonostante, di fatto, i pesanti binari in ferro impediscano la corretta visione dei meravigliosi cicli di affreschi rinascimentali, per i quali Palazzo Fava è famoso in tutto il mondo. La mostra si suddivide in cinque sezioni, dedicate didascalicamente alla storia della Pinacoteca Reale Mauritshuis dell’Aja, e ai quattro generi principali della pittura (non solo olandese): paesaggio, ritratto, scene di interni e nature morte, per concludersi, nel salone d’onore, con la visione della star dell’evento, la tanto celebrata Ragazza con l’orecchino di perla, isolata e inglobata da un grande pannello espositivo che ricopre quasi tutta la parete laterale dell’enorme salone.

Una mostra costata, comunque, una cifra nell’ordine dei sei zeri, che nella città di Bologna ha procurato molte polemiche. Fabio Roversi Monaco, direttore di Genus Bononiae si è difeso: “Quando si dice prendiamo i capolavori che abbiamo e mostriamoli, si dice una cosa dal punto di vista etico e culturale corretto, ma si dovrebbe pensare all’effetto “statico” di cui sono vittime e per il quale, per esempio, la Santa Cecilia di Raffaello e la Pinacoteca tutta scarseggiano di visitatori. Alla domanda che spesso mi rivolgono “ma che cosa resterà di tutto questo?” io rispondo che cosa resterà di tutti gli altri eventi che abbiamo promosso, che cosa resterà, domanda di estrema attualità, per esempio, dell’Orchestra Mozart dopo la scomparsa del maestro Abbado? Sono domande a cui non si può o forse non serve rispondere prima del tempo”.

 

LEONARDO REGANO

8 febbraio-25 maggio, Bologna, Palazzo Fava, via Manzoni, info: genusbononiae.it

 

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