Siamo arrivate ad Alleppey. Questa è una delle principali città che danno l’accesso alle backwaters: un sistema complesso di canali, laghi, zone umide lungo le quali si sviluppa la vita quotidiana di interi villaggi. Bambini che fanno il bagno, donne alle prese con il bucato, giovani che attendono all’ombra di una palma il passaggio di navi e traghetti per salutare i viaggiatori curiosi.

Alleppey
Alleppey

La città di Alleppey, chiamata la Venezia d’Oriente, è molto carina ma piuttosto caotica, complice ovviamente anche il Natale. Quando ho chiesto a Sagar se qui si festeggia il Natale, mi ha risposto: “In India ogni motivo è buono per festeggiare! Ci sono moltissime religioni e noi festeggiamo le ricorrenze di ciascuna di esse. Non importa che tu sia cristiano, musulmano o indù” … beh, mi sembra un’ottima filosofia. Del resto questo è l’unico paese al mondo dove convivono pacificamente così tante anime diverse. Questo è il bello e lo strabiliante dell’India! 

Sagar gestisce la tranquilla guesthouse dove siamo alloggiate. Ci invita a casa sua per una colazione in famiglia, ci vuole far assaggiare uno dei suoi piatti preferiti, gli idiyappam, che sua madre Yumana prepara regolarmente. Quando arriviamo Yumana è già ai fornelli. La nonna, che vive con loro, sta chiacchierando con la sorella di Sagar, Sajana, e suo marito Irshad, che sono passati a trovali per il Natale.

Alleppey  in cucina

Gli idiyappam sono dei tortini fatti con noodles di riso. Vengono cotti al vapore come gli idli, ma sul fondo dello stampo viene messo un po’ di cocco fresco grattugiato (immancabile). Viene utilizzato uno strumento (una via di mezzo tra uno schiacciapatate e un cavatappi) che fa passare un impasto di farina di riso e acqua attraverso dei piccoli fori per creare i noodles. 

Devono aver preso seriamente in parola il fatto che voglio imparare la cucina indiana, perché appena il tempo di offrirmi un chai e farmi vedere il procedimento, che mi mettono al lavoro con un perentorio:” You try!”. Mi trovo quindi a preparare gli idiyappam con nonna e mamma che mi guardano compiaciute man mano che i miei risultati migliorano. Yumana mi dà la sua benedizione con un “super!” e sorride.

Hanno anche comprato una torta per l’occasione a base di cioccolata, frutta secca e uvetta che mi ricorda vagamente il pane di Natale che ogni anno preparo a casa (una sorta di panpepato) come dono per amici e parenti. Mi porgono un coltello e mi fanno tagliare pure quella.

Gli idiyappam vengono accompagnati da curry di uova, una novità per me, non l’ho mai visto neanche nelle carte dei menù. Yumana mi mostra le dosi per il masala e mi spiega come preparare il sugo dove verranno ripassate le uova sode.

Uova al curry

 Dopo un primo assaggio me ne innamoro subito. Sono giorni che mangio cibo estremamente piccante e questo curry molto profumato e speziato, ma per nulla piccante, è una gioia per il palato (ogni tanto ci vuole). Sajana mi spiega che di questo curry c’è anche la versione “chilly masala”…per fortuna non è quella di oggi. I noodles di riso, poi, sono un companatico perfetto così arricchiti dalla nota delicatamente dolce del cocco. 

Un altro bicchiere di tea, una chiacchiera dopo l’altra, l’henna alle unghie, la proposta di visitare insieme il tempio, e il nostro invito per colazione si trasforma lentamente in una bella e piacevole giornata che si protrae fino a tarda sera. 

Ecco la ricetta.

 

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