La copertina di Inutile tentare imprigionare i sogni

La copertina di Inutile tentare imprigionare i sogni
La copertina di Inutile tentare imprigionare i sogni

“La scuola è aperta a tutti. Purtroppo”. Questo originale mash up tra l’Articolo 34 della Costituzione della Repubblica Italiana e una intuizione dell’Ing. Baladelli, professore all’ITIS Alberghetti di Imola, varrebbe da solo il libro Inutile Tentare Imprigionare Sogni, l’ultimo libro del pizzaiolo narratore Cristiano Cavina.

Avevo già sentito Cavina raccontare piccoli episodi legati alle superiori e finalmente ha deciso di metterli nero su bianco, romanzati ma non troppo. Lui stesso dice che sapeva che prima o poi avrebbe scritto dell’ITIS e Baldo Creonti, il protagonista, gli ha dato voce.

Cavina come Creonti non è mai stato un secchione. Costretto dalla madre ad andare a scuola dopo le medie, non stava bene, non capiva quello che spiegavano e piangeva intere mattine nei bagni. Eppure a Cristiano piaceva andare a scuola, un posto magnifico in cui passare le mattine, peccato ci fossero libri ed interrogazioni. Certo 500 studenti maschi relegati in una specie di seminario erano una bomba ad orologeria di ormoni. Pronta ad esplodere quando quelli che facevano ragioneria raccontavano storie che neanche andassero alla scuola di film porno da Rocco. E proprio a causa di una tipa di ragioneria che fa pestare un suo compagno ecco che Baldo/Cristiano, uno che non faceva confusione di suo ma di suo si trovava sempre in mezzo ai disastri, si trova nel mezzo della rissa. Battendosi a modo suo. Prendendole.

Una storia divertente, che si legge bene, perché il lettore non può fare a meno di immedesimarsi e rivivere con Baldo i propri ricordi delle superiori. Come al solito Cavina riesce a parlare di universale raccontando piccoli fatti di provincia. I piccoli episodi che ci si racconta alle mangiate di classe, 20 anni dopo, guardando una foto in cui si stenta a riconoscersi mentre ci si sforza di ricordarsi almeno il nome di battesimo di alcuni compagni. Impossibile, si viaggiava a soprannomi. Cavina lo ribadisce spesso, inventa poco, racconta quello che gli capita. Questo però lo fa bene e da buon romagnolo gonfia un po’ i ricordi. Come si fa alla cena di classe.

Non è un libro che parla solo di scuola. Parla di amore, di adolescenza, di ingiustizia, di compagni di classe strani, di fighetti, di professori bravi e professori bastardi, di uccelli da richiamo chiusi in gabbia, di torti da vendicare e di voti fasulli. Interessante l’esperimento fatto dalla Marcos y Marcos di dare in pasto a 20 studenti di un liceo la prima bozza (a dire il vero incompleta) del romanzo, non solo hanno corretto errori di battitura (e qui Cristiano non si è smentito nel suo ruolo di studente svogliato) ma avrebbero detto a Cavina «Ma sì lei non è poi così vecchio, vedrà che ha ancora tante cose da dire…».

Pur avendo dotato il protagonista alter ego di uno pseudonimo, non riesco a non sentire la sua voce mentre leggo. Anche Inutile Tentare Imprigionare Sogni è la sua voce, la voce di Cavina narratore ma anche la voce di Cristiano con il piercing sul sopracciglio, Cristiano il babba di Giovanni cui il libro è dedicato. Che poi Creonti è il cognome della nonna del nonno di Cristiano. Verso la fine del racconto ecco un’altra perla, di una tenerezza disarmante «Uno non si immagina neanche tutto quello che c’è prima della sua nascita. Crede sempre che al mondo gli diano corrente solo dopo che è nato. Come se prima non girasse nemmeno». Un altro made in Casola che vale la pena di leggere.

MARTINO CHIEFFO

INUTILE TENTARE IMPRIGIONARE SOGNI

Di Cristiano Cavina, Marcos y Marcos, 215 p., 16 euro

Info: marcosymarcos.com

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