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Riparte dall’Otello di Shakespeare la fervida ricerca di Luigi Lo Cascio, artista raffinato che ama le sfide, capace di parlare con profondità e immediatezza al grande pubblico, a teatro come nel miglior cinema italiano. Nella triplice veste di autore, regista e interprete, Lo Cascio firma un altro Otello, liberamente tratto dal capolavoro inglese, da «aggiungere alla mappa topografica sterminata della città infinita che raccoglie le varianti, le trasposizioni, i calchi di questa tragedia candidamente misteriosa»: lo spettacolo, coprodotto da Teatro Stabile di Catania e Emilia Romagna Teatro Fondazione, è in anteprima (la prima stampa è prevista il 6 marzo a Catania) al Teatro Bonci di Cesena, da giovedì 27 febbraio a domenica 2 marzo 2014, per la Stagione Prosa.

Sabato 1 marzo alle ore 18 la Compagnia incontra il pubblico nel Foyer del Teatro.

Come precisano le prime note di regia, questa nuova “via” della mappa punta al centro pulsante del capolavoro shakespeariano, sfrondato dai preamboli di una vicenda universalmente nota, per privilegiare lo scavo di quell’enigma che risiede al fondo di certe passioni umane. Risulta un Otello scarnificato, condensato nella dimensione dell’atto unico, ridotto a quattro personaggi: il ruolo del titolo (di Vincenzo Pirrotta), Iago (Lo Cascio) e Desdemona (Valentina Cenni), ai quali si aggiunge l’invenzione di un soldato (Giovanni Calcagno) che si fa narratore, coscienza critica, coro.

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Attraverso l’uso dei versi e con una scrittura in cui la lingua italiana e quella siciliana si fronteggiano a colpi di endecasillabi, il plot si presenta modificato già nella sequenza temporale. Come spiega l’autore: «Si comincia dalla fine del testo di Shakespeare. La tragedia di Otello è già compiuta. La prima preoccupazione di chi resta è giustiziare Iago. Per mezzo di atroci torture si vuole penetrare il mistero dell’evidente sproporzione tra il suo risentimento per Otello e la catastrofe che ha voluto innescare. Un soldato che ha assistito agli avvenimenti, non sopportando le distorsioni e i travisamenti con cui la vicenda rischia di venire tramandata, racconta la storia del suo amato generale, praticando alcune infrazioni alla realtà in nome di una verità più radicale. Nella sua versione, la storia di Otello è la storia di un uomo. E ciò che lo conduce al compimento del suo atto scellerato non è chiaramente dovuto alle implicazioni che derivano dal colore nero della pelle. Ma da quella differenza fondamentale che talvolta, invece di generare un incontro tutto da costruire in virtù del desiderio, può spalancare un varco da cui può irrompere un odio smisurato. Questa differenza è quella tra uomo e donna».

Per chi volesse saperne di più, l’anteprima allo spettacolo a cura del Professor Giovanni Maroni è in programma nel Foyer del Teatro venerdì 28 febbraio alle 20,15.

Teatro Bonci, piazza Guidazzi – Cesena – da giovedì 27 febbraio a sabato 1 marzo ore 21, domenica 2 marzo ore 15,30 – info 0547 355911 www.teatrobonci.it

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