villeggiatura

Non sento pronunciare il termine villeggiatura più o meno dal 1982, anni in cui la villeggiatura la si faceva ancora per davvero, guarda caso gli stessi in cui uscirono film come “Sapore di Mare”. Oggi diciamo “vado in vacanza” o, peggio, “in ferie”. La villeggiatura è stanziale per sua definizione: un periodo di tempo che si dedica al soggiorno in località in cui si villeggi, lontano dai luoghi urbani, per svago e riposo. Villeggiatura è andare nella casa al mare, per esempio. Come accadeva nelle coste della Romagna negli anni sessanta o settanta. Oggi val la pena riconsiderare il significato del termine, per non abbandonarlo del tutto, ma anche perché la villeggiatura evolve (o involve) insieme a noi e ai tempi, modi e manie della nostra vita contemporanea. Proviamo a ridefinirla.

Precaria. Nell’estate 2014, circa la metà degli italiani in vacanza (49 per cento) ha scelto di trascorrere le ferie nel mese di agosto che si conferma il preferito dai vacanzieri con quasi 13 milioni di italiani che trascorreranno almeno un giorno di vacanza fuori casa. Per il 43 per cento degli italiani, la vacanza durerà meno di una settimana. La durata va da se non è una caratteristica della villeggiatura moderna.

Platonica. Dalla villeggiatura si tornava cambiati, c’erano gli amori estivi, c’erano le scoperte, c’erano le nuove amicizie e almeno una storia avventurosa da raccontare. Non riesco a ricordare l’ultima vola in cui ho avuto un amore estivo in vacanza. E come fai a innamorarti in meno di un weekend? L’amore estivo ai tempi degli smartphone è cambiato: dal flirting in spiaggia si è passati al sexting con il cellulare.

Digitale. Durante la villeggiatura, proprio per il suo carattere stanziale di soggiorno lontano dai luoghi urbani, si mandavano le cartoline ad amici e parenti rimasti in città. “Saluti da Riccione”. Ora le cartoline non si spediscono più, piuttosto si mandano le faccine su WhatsApp. Arrivano in tempo reale, con la stesse attese di quelle cartacee; a volte difficili da interpretare, come certe calligrafie sulle care, vecchie cartoline.

Gli amici del mare. Oggi non c’è differenza tra amici del mare o amici di città. Gli amici sono quelli di Facebook, i quali stanno trascorrendo una villeggiatura contemporanea simile alla nostra e della quale conosceremo ogni minimo dettaglio: dal cambio giornaliero di costume da spiaggia, al numero di piadine ingerite, lo smalto sulle unghie dei piedi, la cellulite nelle cosce.

Autonoma. Sembrerà un party tra noi stessi, impegnati a scattarci selfie per dimostrare quanto ci stiamo divertendo.

Non ci sarà ansia da rientro, perché non sembrerà neanche di essere partiti. La vera villeggiatura, da trascorrere in un luogo salutare per svago e vacanza e quella nella vita reale. La villeggiatura contemporanea è digital detox. Buon agosto. Ovunque voi siate, siatelo sconnessi.

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