Il concerto più atteso della settimana nei lidi ravennati si foggia attorno ad una band che rimbomba aspra come il suono di radioline accese, parla di jazz e di grind, si mostra cupa e di intensità pagana: si tratta di Brian Chippendale, Massimo Pupillo e Mats Gustafsson.

Il fascino di questo all-star trio non sta solo nella sublimazione del free jazz all’altro capo del crust, ma nel paradigma estremo o nello scenario un po’ eccentrico o fuori dal comune dipinto dai tre musicisti; c’è qualità del suono, squisite sottigliezze percussive, ricchezza di sfumature dei fiati infaticabili sopra le semplificazioni violente delle linee di basso.

Nel mondo del rock, Brian Chippendale batterista e cantante dei Lightning Bolt , in cui suonava la batteria con un microfono effettato al metal zone ficcato in bocca, ha praticamente creato un modello per decine di proseliti, con un approccio noise-hardcore allo stesso tempo lo-fi e teatrale. Ma come molti altri nella sua posizione, Chippendale è anche un hippie segreto e un virtuoso, e in questo super-gruppo impro-rock applicherà la sua aggressione sonica a un formato più cerebrale di free jazz, insieme al sassofonista Mats Gustafasson (già collaboratore di Thurston Moore dei Sonic Youth) e al bassista degli Zu Massimo Pupillo.


Tra i massimi esponenti della scena avant/improv-jazz nordeuropea, Mats Gustafsson (classe 1964) s’è guadagnato, nel corso di una carriera ormai ventennale, una solida credibilità. Dalla sua, una manciata di ottimi album, realizzati da solo o in collaborazione con musicisti del calibro di Peter Brötzmann (con il quale forma i Sonore, assieme a Ken Vandermark), David Grubbs (Squirrel Bait, Bastro, Gastr del Sol), Sonic Youth, Jim O’Rourke, Otomo Yoshihide, Zu e tanti altri. Discepolo di John Coltrane, Albert Ayler, Ornette Coleman ma figlio della tradizione jazz e avanguardistica nordeuropea, il prolifico Gustafsson ha saputo coniugare il verbo “free” con la sperimentazione più ardita, arrivando ad una sintesi mai cerebrale ed equilibrata di virtuosismo ed espressività.

Anche il trio Fire! – di cui nel 2013, oltre all’album “Without Noticing”, è uscito il lavoro “Exit”, a nome però della Fire! Orchestra, un ensemble di 27 elementi – è nato dalla fervide mente di Matt Gustafsson, che ha coinvolto in questo progetto Johan Berhtling al basso e Andreas Werlin (Wildbirds & Peacedrums) alla batteria. Dal free jazz alla psichedelia di derivazione Sixties, i Fire! si sono sempre addentrati con piacere nella ricerca più sperimentale e rumorista.

sabato 9 agosto, Chippendale/Pupillo/Gustafsson, Bagno Hana-Bi, Viale delle Nazioni 72,  Marina di Ravenna,

Inizio ore 21.30 – Ingresso libero.

info 333 209 7141

ANTONELLA GARRO 

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