JamesHolden_robot2014

Dopo la scintillante preview del 20 settembre che ha visto James Holden battere niente meno che il palco del Teatro Comunale di Bologna, il roBOt giunge ufficialmente alla settima edizione distribuendo le innumerevoli performance per tutta la settimana nelle cornici delle 4 location scelte: un tour de force per appassionati di musica elettronica, amanti della dancefloor e curiosi famelici di nuove tendenze e arti digitali.

Ecco dunque un breviario per orientarsi un po’ e non perdersi il meglio dei primi due giorni di questa kermesse di arte contemporanea a 360°.

Si comincia mercoledì 1 ottobre alle 19 nelle sala del Podestà di Palazzo Re Enzo che farà da scenario alle proiezioni di cortometraggi tra le quali vi segnaliamo Elektro Movska di Elena Tikhonova e Dominik Spritzendorfer. Un film sulla storia dello strumento di culto per antonomasia per collezionisti, appassionati, nuovi producer, che narrata a partire dalla vita del suo inventore Leon Theremin e passando anche per il KGB, diventa un’allegoria della vita quotidiana sotto il regime sovietico. Si prosegue con le installazioni sonore della Quiet Ensemble dove un’orchestra classica diventa un set up elettrico di suoni e stimoli luminosi  per un concerto di luce e suono. Si prosegue alle 22 con due leggende della batteria legate alla musica jazz più sperimentale quanto all’elettronica: Burnt Friedman (una carriera da un quarto di secolo con collaborazioni importanti come quelle con David Sylvian, giusto per citarne una) e Jaki Liebzeit ( uno dei fondatori dei Can) offrono un suono preciso, compatto e senza sbavature, che prende le mosse dai Tortoise per affondare in inedite contaminazioni neo folk e calypso.

La serata si conclude con gli assalti microtonali del live set di Roly Porter, un producer cosiderato alieno nel giro dubstep a causa delle sue sonorità fatte di una drammaticità sbalorditiva e di ondate ambient-drone in grado di suscitare nell’alscoltatore una tensione emotiva abnorme.
(Aftertime è stato il mio disco preferito per tre settimane nel 2011).

La programmazione del  2 ottobre è incentrata sulla proiezione di due screenings e  tante video installazioni.

Alle 21.30 ad aprire le danze c’è Fort Romeau, al secolo Mike Norris, dj londinese  che ti conquista con la lentezza calcolata di pezzi orecchiabili e ripetitivi che non corrono mai però il rischio di risultar pacchiani. Fa parte del nuovo filone della dancefloor, quello che per comodità dei critici viene chiamato Hipster House ma non bisogna farsi trarre in inganno dalle categorie: Fort Romeau resta comunque un producer non user friendly, che fa della Deep-house di difficile ascolto per chi cerca solo alcoliche emozioni da club.

“Sono vecchio abbastanza da aver visto nascere house, techno, electro, drum’n’bass”. Questa dichiarazione che suona un po’ come una versione dubstep di “punk prima di te” è stata proferita da dj Tlr una figura di enorme carisma e un punto di riferimento assoluto per l’elettronica non solo da dancefloor. Da Legowelt in poi, passando anche per Bangkok Impact o il “nostro” Alexander Robotnick: l’electro declinata al massimo della qualità, follia e creatività.

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