incucina

Cucinare, viaggiare, imparare. Questo il mantra di due ragazze che in sette mesi hanno attraversato sei Paesi del sud est asiatico (India, Thailandia, Cambogia, Laos, Vietnam, Indonesia) per portare in Asia la loro esperienza di sfogline e imparare la cucina al di fuori degli stereotipi etnici orientali.

Loro sono Candida e Sanja, compagne nella vita e nella cucina: la prima è romagnola ed ha imparato i segreti della sfoglia dalla tradizione delle arzdore, la seconda è danese e si è appassionata alla cucina romagnola con la mente aperta di chi ama i nuovi sapori.

Da questo connubio è nato il progetto Mattarello(a)way non solo un diario di ricette, ma una documentazione inedita di un’esperienza di viaggio che si compone di immagini, di profumi, di suoni e soprattutto di sapori.

La molla, ci spiegano le protagoniste, è scattata da una situazione di limbo e stanchezza lavorativa che le due hanno deciso di interpretare come segnale per il cambiamento e, lasciato il lavoro, hanno intrapreso questa bellissima avventura.

«Attraverso questa esperienza – racconta Candida – siamo riuscite ad entrare nelle case della gente, nelle loro cucine, e ciò ci ha permesso di avere uno sguardo insolito, se vogliamo privilegiato, anche sul modo di vivere. C’è un legame profondo tra il modo di essere di un popolo e la sua cucina. Gli indiani, ad esempio, così curiosi, gioiosi, estroversi, hanno una cucina elaborata, ricca di spezie e piena di sapori che si fondono in equilibrio perfetto».

«La cucina spesso è anche un buon punto di vista da cui osservare una società – continua Candida – ci sono paesi come il Vietnam dove troviamo donne a cui non solo è affidato il compito di cucinare, che peraltro fanno divinamente, ma che svolgono anche lavori pesanti che in occidente vengono comunemente associati al maschio. Poi ci sono posti come la Cambogia, la cui tragica storia recente ha cancellato le tradizioni ed ha relegato la cucina al ruolo primario di puro sostentamento. Le nuove generazioni di cuochi stanno cercando di riscoprire e riportare a nuovo splendore la cucina Khmer, che per ora è praticata solamente a livello di alta ristorazione. Così, nostro malgrado, in Cambogia non siamo riuscite in nessun scambio culinario casalingo».

6155465_orig

Fra gli elementi comuni riscontrati in tutti i Paesi c’è invece il cibo come argomento di discussione e metro di giudizio delle esperienze fuori casa. «Così come spesso succede in Italia – spiega Sanja – mi è capitato di sentire discorsi di viaggi, incontri di lavoro o anche solo visite a casa di amici che ci venivano raccontate attraverso i cibi consumati durante queste occasioni, quasi come se un piatto fosse un punto di vista privilegiato per poter spiegare al meglio una situazione diversa dall’ordinario».

Mattarello(a)way è proprio questo, un’esperienza insolita raccontata con il linguaggio casereccio e familiare della cucina. Il progetto si compone di un blog ospite sul sito di Gagarin che ha raccolto questa incredibile impresa in pillole di riflessioni, consigli, ricette di cucina e di vita che i nostri lettori hanno seguito poco per volta e che le due protagoniste hanno poi deciso di tradurre in un evento «cultural-culinario» previsto per il 20 settembre al centro culturale Acrylico di Bagnacavallo.

In questa occasione verranno esposte le foto del diario di viaggio e cucinati alcuni piatti con le ricette imparate in viaggio, a ricreare quell’atmosfera sorprendentemente e piacevolmente familiare.

 

CATERINA CARDINALI

 

20 settembre – MATTARELLO(A)WAY – Bagnacavallo (RA), Acrylico, via Togliatti 2, ore 19 – Info: 366 9506539

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here