donna-uomo

Gentile dottoressa,

ho 39 anni e una compagna da 8. Conviviamo, non abbiamo figli per scelta di entrambi, ed abbiamo una buona intesa sessuale. Forse meno buona è quella lessicale, in quanto ogni volta che tento di intavolare un argomento lei mi blocca dicendo «Tanto siamo diversi….», «Tu non puoi capire…», «Preferisco confrontarmi con un’amica…» Io sono cresciuto in una famiglia in cui mi hanno insegnato che era il dialogo il segreto per rendere una coppia felice e la chiusura della mia compagna perché «tanto uomini e donne non si capiscono» mi spaventa. Ho provato spesso a farla riflettere ma non ci son riuscito. Ma davvero siamo tanto diversi?

G., Ravenna

 

Caro G.,

che gli uomini è le donne siano uguali (come cantava Cremonini qualche anno fa se non sbaglio) è falso! Anche a livello cerebrale c’è differenza. Il cervello femminile fa dialogare maggiormente tra loro i due emisferi, mentre quello maschile ottimizza le connessioni all’interno dei due distinti emisferi. Una differenza sostanziale, che ha importanti ricadute dal punto di vista comportamentale e nelle inclinazioni personali. Tradotto significa che  i maschi sono più bravi nel coordinamento tra percezione e azione mentre il gentil sesso eccelle nelle capacità intuitive e mnemoniche e nei i ruoli ad esse connesse. 1-0 per gli uomini nell’orientamento ma le donne recuperano con l’essere multitasking, ovvero il riuscire a fare molte più cose contemporaneamente.

Uomini e donne usano anche in modi diversi l’ironia, ad esempio o anche il modo di interagire. Più inclini alla comprensione empatica le donne, più attenti al rango e alla gerarchia gli uomini.

Ciò che a volte non teniamo in considerazione però, è che nella maggior parte dei casi queste diverse caratteristiche confluiscono in obiettivi comuni… è come prendere la via Emilia o l’autostrada per andare a Bologna. Diversi percorsi, ma stessa meta.

E’ dunque un falso mito quello dell’incomprensione a tutti i costi tra i due sessi. L’utilizzare registri, anche lessicali, diversi spesso espone a malintesi o a diversi modi di esprimersi, che devono essere tollerati e integrati se si vuole essere coppia, questo di certo. Ma non bisogna deporre le armi prima ancora di tentare. E mi sembra che la tua compagna invece punti a percorrere questa pericolosa strada. Ho utilizzato l’aggettivo pericolosa perché in questo caso si rischia qualcosa di ben più grave dei malintesi. Il rischio è quello di perdere l’abitudine al confronto, al dialogo e quindi anche ad appoggiarsi l’un l’altra nelle difficoltà, negli ostacoli della vita e di provocare un effetto valanga, ritrovandosi ad essere due estranei che condividono gli stessi spazi. Il dialogo è la chiave dei rapporti, come tu sostieni. Quindi non puoi che esortare la tua compagna ad allenarsi a farlo, mostrandole magari le evidenze scientifiche che ti ho citato.

Se per lei risulta difficile parlare potreste stabilire delle regole simpatiche, tutte vostre per agevolarlo. Lo sforzo consapevole in questo senso non può che aiutare il cambiamento.

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