Patrizia ZelanoPatrizia Zelano è la protagonista del terzo appuntamento targato AUGEO ART SPACE, il nuovo spazio riminese dedicato all’arte contemporanea messa in relazione con il contesto urbano. Di origini bresciane, Patrizia Zelano da anni vive a Verucchio (Rimini) Italia dove lavora come archeologa, consulente del Museo Dinz Rialto. Agli inizi degli anni duemila si avvicina alla fotografia, iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti di Ravenna, seguendo le lezioni di Guido Guidi. Patrizia Zelano è autrice di immagini oniriche, al limite tra fotografia e pittura, paesaggi ripresi tra nebbie e atmosfere ovattate, congelati nell’attimo, una campagna dove il dato della presenza umana è sempre visibile. Per l’occasione, l’artista presenta un ciclo di lavori fotografici in cui il tema della forma e della scultura si fonde con quello del paesaggio e dell’elemento naturale dell’entroterra riminese. Massimo Pulini, autore del testo critico che accompagna la mostra, osserva come : “Esiste una fotografia che estrae un attimo dal tempo, un momento che comunque sarebbe esistito, che tuttavia se non fosse stato raccolto si sarebbe dimenticato, sommerso come una goccia d’acqua nella pioggia dell’esistenza, ma esiste anche una fotografia che fa accadere, per propria intenzione, quel che viene partorito. Un accadimento plasmato che trova ragione d’essere quasi solo in virtù del suo imprigionamento in un’immagine. […] In questo ciclo di commoventi opere è difficile dire se Patrizia Zelano prenda il posto della levatrice o quello di chi impollina il fiore del tempo. Quello di chi modella gli eventi o che ferma il corso delle cose. Arduo stabilire quale danza ha intrattenuto col caso e quali condizioni abbia predisposto perché fortuna ballasse con lei. Più di arrestare un momento mi sembra che quel grande lenzuolo di plastica venga messo a disposizione dell’aria, perché renda visibile le forme imprigionate al suo interno. Allora torna utile l’esergo della poetessa cesenate Mariangela Gualtieri, che ci fa comprendere l’elemento aereo come una sostanza avente memoria delle vite, di tutti gli esseri che l’hanno respirata e risputata, accarezzata o calciata, annusata e starnutita. Così, andando sulla sommità di una collina dietro casa, portandosi in spalla due occhi che sappiano osservare, un cuore che faccia il suo lavoro restando in gabbia e una lucidità sintattica che dosi come si deve ombre e luci, una grammatica che stabilisca tempi e misure, è forse possibile imprigionare il momento in cui il mondo sta partorendo la propria memoria.”

 

LEONARDO REGANO

Fino al 15 febbraio 2015

 

Patrizia Zelano, Plastica Animistica

Rimini, AUGEO ART SPACE, corso d’Augusto, 217

Info: info@augeo.it; www.augeo.it

 

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