Romagna e Sangiovese

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Viviamo in una regione, la Romagna, ricca di storia, di arte e di cultura. Una regione calda e ospitale che va dal mare all’Appennino. Una regione generosa per la sua gastronomia e i suoi vini. E il sangiovese è IL vino romagnolo per eccellenza.

Il Sangiovese è uno dei vitigni più diffusi in Italia e all’estero, ma le sue origini sono ancora in parte misteriose e discusse. Per questo motivo, ogni documento antico che getti luce su tale argomento è accolto con grande interesse, come la scoperta fatta da Lucio Donati presso l’Archivio di Stato di Faenza di un atto notarile del 1672 che attesta già all’epoca la coltivazione del Sangiovese nel territorio di Casola Valsenio. È il primo documento noto che riporta il termine Sangiovese, preceduto solo da un paio di citazioni, ma con denominazioni diverse.

Partendo dal documento, Beppe Sangiorgi, storico e giornalista, ha sviluppato una ricerca sull’origine del nome, sulla culla del Sangiovese e sulle sue successive vicende consultando circa 200 testi italiani e stranieri editi dal 1600 ad oggi. La ricerca viene ora  pubblicata nel libro Sangiovese vino di Romagna – Storia e tipicità di un famoso vitigno e di un grande vino (Valfrido Edizioni), su iniziativa del Consorzio Vini di Romagna e con prefazione dello storico dell’alimentazione Massimo Montanari.

Nella seconda parte del volume, Giordano Zinzani, enologo e presidente del Consorzio Vini di Romagna, descrive il terroir romagnolo e le varie tipologie e denominazioni nelle quali si articola l’attuale produzione viticola ed enologica del Sangiovese in Romagna.

15 novembre, ore 17.30 – Bottega Bertaccini, corso Garibaldi 4, Faenza – Info: 0546-681712, bottegabertaccini.it

 

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Per lavoro: ufficio stampa e comunicazione di progetti artistici e culturali. Per passione: critico e studioso di teatro, danza e arti visive. Curioso di altre arti. Camminatore. Collaboro con Gagarin dal 2012: interviste, presentazioni, recensioni, in alcuni periodi ho anche distribuito la rivista cartacea in giro per la Romagna. Ora ricopro il ruolo di caporedattore. Quello che mi piace di Gagarin: la varietà, la libertà.

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