ArteFieraEdizione numero 39 per Arte Fiera, che torna quest’anno più forte e allargata che mai. 188 gallerie per un totale di 216 espositori e più di 1000 artisti rappresentati. Tra loro i protagonisti di sempre  – da  Fontana a Manzoni, passando per  Castellani, Boetti, Michelangelo Pistoletto (celebrato dal Louvre a Parigi), Burri (che avrà a breve una grande retrospettiva al Guggenheim Museum di New York) e poi di Dadamaino, Gianni Colombo, Pier Paolo Calzolari e altri ancora – e le giovani promesse, in un mix tra passato recente, presente e futuro la cui autorialità è garantita dal tandem Spadoni – Verzotti, anche quest’anno alla guida della kermesse bolognese. Focus est, Fotografia, Solo Show e Nuove Proposte non sono sufficienti a placare la vostra fame d’arte? Bene, preparate le scarpe comode e la voglia di camminare, perché anche quest’anno torna Art City e l’Art City White Night, prevista sabato 24 dalle ore 18 in poi. Più di 50 eventi inseriti nel calendario ufficiale del sito della fiera e altrettanti sparsi per le vie del centro. Obiettivo principale: la conoscenza e la riscoperta del patrimonio artistico cittadino, per una Bologna che si propone sempre più come capitale della cultura italiana. Gianfranco Maraniello, Direttore Istituzione Bologna Musei e coordinatore del progetto ART CITY Bologna ci dice: “Se ArteFiera ha aperto i propri spazi all’arte del XIX secolo,  ART CITY cerca di cogliere il valore culturale di questa scelta cercando le radici del contemporaneo in una prospettiva non omologante. Noi non siamo  a Dubai  o a Miami, non a Singapore né a Toronto. Non siamo  alla ricerca dell’invenzione ultramodernista di una tradizione da strutturarsi nella competizione globale, ma siamo i custodi di luoghi e patrimoni che possono costituire il polo dialettico per una ricerca che poggi sulla  straordinaria ricchezza di palazzi storici e un singolare modello urbanistico, spazi eccezionali e notevoli collezioni. Un tale contesto suggerisce l’idea che la contemporaneità sia un complesso di incursioni e stratificazioni, compresenza e non superamento della  storia, teatro di un tempo oltre il succedersi e l’obsolescenza delle avanguardie, proprio come in un dipinto senza ansia di modernità di Giorgio Morandi”.

 

LEONARDO REGANO

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