melottiRicco il weekend del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza che propone sabato 24 gennaio un incontro con lo storico dell’arte Fernando Mazzocca presenterà la mostra “Boldini. Lo spettacolo della modernità” che apre al pubblico al Musei di San Domenico di Forlì il 1 febbraio e sarà visitabile fino al 14 giugno.

Dopo la rassegna dedicata nel 2012 a Wildt (che sarà protagonista nel 2015 di una mostra realizzata dal Musée d’Orsay all’Orangerie di Parigi in collaborazione con la Città di Forlì e la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì), e le due successive sul Novecento ed il Liberty, la Fondazione e i Musei San Domenico di Forlì proseguono nella esplorazione, attraverso nuovi studi e la riscoperta di opere poco note, della cultura figurativa tra Otto e Novecento, proponendo per la stagione espositiva del 2015 una approfondita rivisitazione della vicenda di Giovanni Boldini certamente il più grande e prolifico tra gli artisti italiani residenti a Parigi.

Domenica 25, invece, alle 10.30 penultima visita guidata aperitivo del percorso dedicato ai grandi scultori che hanno “cambiato” la ceramica.

Questa volta Claudia Casali, direttrice del MIC condurrà i visitatori alla scoperta di Fausto Melotti, altro scultore italiano importantissimo, che partecipò ben a tre biennali di Venezia (1948, 1950, 1952).

Artista trasversale, fu allievo insieme a Lucio Fontana di Adolfo Wildt all’Accademia di Brera e da lui apprese la capacità di dare alla materia un senso “diafano”, fatto di trasparenza e leggerezza.

In seguito si avvicina alla corrente astrattista che gli permette di trasferire i suoi studi musicali alla scultura e fa un viaggio a Parigi dove incontra Arp, Zadkine e Kandinskij. Al suo rientro in Italia abbandona temporaneamente l’arte astratta. Si trasferisce a Roma, frequenta Arturo Martini e si dedica intensamente alla ceramica. Nello stesso periodo comincia a collaborare insieme a Giò Ponti e altri architetti alla decorazione ceramica per interni come al Palazzo delle Poste di Milano, agli Aereoporti di Milano e New York, al Terminal Alitalia e all’XI Triennale di Milano padiglione per “Italia 61” .

In mostra al MIC di Faenza una serie di vasi e piccole ciotole eseguite dal 1950 al 1960 alle quali applicò alcune idee degli insegnamenti di Wildt. Il risultato sono forme d’uso popolari “ripensate – commenta Claudia Casali – secondo un canone della scultura risultato di una creatività libera, ricerca di armonia, leggerezza ed equilibrio di volumi”.

Alla fine della visita segue aperitivo con degustazione di vini offerti da CAVIRO.

La visita guidata e l’aperitivo sono gratuiti ed inclusi nel biglietto di ingresso alla mostra (8 euro, faentini 5 euro).

Info: 0546 697311, micfaenza.org

 

 

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