roberto paci dalòYe Shanghai è musica contemporanea che non ha nulla da invidiare alle soluzioni di Brian Eno. Il clarinetto suona su loop rubati ad una famosa canzone cinese “Ye Shanghai” del 1937 che la scompongono fino a rendere impossibile il suo riconoscimento.  L’opera diventa così un unico lunghissimo brano di un’ora che si sviluppa con suggestioni stratificate. “La canzone è diventata una tessitura – spiega Paci Dalò – un madrigale e noi ci muoviamo dentro questa texture per un’ora”.

Da tempo Roberto Paci Dalò si interessa degli esclusi e dei perseguitati. Il progetto nasce da una storia poco conosciuta. La singolare vicenda degli ebrei di Shanghai, la città cinese occupata dai giapponesi che, visto che era l’unica al mondo che non richiedeva visti, divenne rifugio per migliaia di profughi in fuga dal nazismo. E così tra le due guerre si formò il ghetto della più grande comunità ebraica in Oriente composta da 23mila rifugiati.

Connaturata alla scrittura della sua musica Paci Dalò ha realizzato un film recuperando e ricucendo materiale documentario trovato negli archivi del British Instute di Londra. Sono per lo più immagini girate da viaggiatori inglesi negli anni ’30 che raccontano la brulicante ed eccentrica vita di una città di cultura ebraica chiusa dentro i confini di una grande metropoli di cultura orientale.

Stasera 31 gennaio Paci Dalò presenta il suo lavoro al Cocoricò di Rimini.

Da non perdere!

 

ROBERTO PACI DALO’ -YE SHANGHAI

Riccione, Cocoricò (Morphine), ore 22

Info: 0541 759316, lab@giardini.sm

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