leadImageEleganti ritratti di protagoniste della Belle Epoque tra sale rinascimentali fastosamente decorate, camerini segreti che fanno da scrigno a paesaggi e nature morte pulsanti di emozioni: il Castello Estense di Ferrara ospita le opere di Giovanni Boldini e Filippo De Pisis, i due grandi artisti ferraresi,  protagonisti della scena artistica internazionale tra Otto e Novecento. Nelle sale del Castello è presentata una selezione di opere provenienti dalle collezioni delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Massari e non più visibili a seguito del terremoto che ha colpito l’Emilia due anni fa. Nel sontuoso appartamento di rappresentanza al piano nobile si svilupperà un racconto per immagini dell’intero percorso boldiniano, attraverso una vasta selezione di dipinti e opere su carta: dalle prime prove eseguite a Firenze accanto ai macchiaioli, ritratti che hanno l’immediatezza della pagina di un diario, alle brillanti invenzioni che evocano le atmosfere della vita moderna nella Parigi degli impressionisti, fino alle icone della pittura boldiniana, effigi di aristocratiche quali la contessa de Leusse o Madame Lydig, quando Boldini si era ormai imposto come interprete incontestato del ritratto della Belle Epoque. Nei celebri Camerini di Alfonso I, aperti per questa occasione, il testimone passa a De Pisis, altro più giovane ferrarese attivo sul palcoscenico parigino. Il percorso restituisce un intenso ritratto della personalità artistica depisisiana, a partire dalle testimonianze del periodo giovanile, dense di memorie, sogni e speranze alla vigilia del trasferimento a Parigi, per concentrarsi poi sulle creazioni della maturità, quando l’artista ha assimilato il ricordo di De Chirico e della pittura metafisica e plasma un linguaggio del tutto personale, trascrizione pittorica delle emozioni vissute nella Ville lumière. A chiudere il cerchio saranno infine le opere dell’ultima stagione in cui la poesia delle immagini si spoglia fino all’essenziale. Le opere di Boldini e De Pisis resteranno visibili nelle sale del Castello Estense fino alla riapertura dei musei a Palazzo Massari.

 

 

 

 

 

LEONARDO REGANO

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