Giacomo Balla, Velocità d’automobile, 1913 c., biacca e carboncino su carta da spolvero, cm 44.4x59.5, collezione privata
Giacomo Balla, Velocità d’automobile, 1913 c., biacca e carboncino su carta da spolvero, cm 44.4×59.5, collezione privata

 

Il passaggio dall’Italia preunitaria alla formazione di uno Stato nazionale, uno dei periodi più significativi della nostra storia recente, viene esplorato, dal 22 febbraio al 14 giugno, in una grande mostra allestita al MAR di Ravenna. Il Bel Paese. L’Italia dal Risorgimento alla Grande Guerra, dai Macchiaioli ai Futuristi è un’indagine di estremo interesse su un momento storico in cui l’Italia vive profondi cambiamenti politici ed economici, caratterizzato anche da una situazione di notevole fermento artistico e culturale. Esposte le opere di tutti i più grandi artisti italiani del periodo, da Lega a Segantini, da De Nittis a Boldini e Zandomeneghi, da Medardo Rosso a Hayez e Fontanesi, fino a Baccarini, Arturo Martini, e ai futuristi Boccioni, Balla e Carrà.

«La mostra nasce come analisi storiografica e culturale, di un periodo ancora poco indagato della storia del nostro Paese – spiega Claudio Spadoni, direttore del Museo d’Arte della Città di Ravenna e curatore de Il Bel Paese – Molto spesso, la parte finale dell’Ottocento è raccontata attraverso mostre che mettono in luce particolari movimenti artistici o singole situazioni storiche. E, in effetti, si tratta di un arco cronologico di circa sessant’anni, tra il Risorgimento e la fine della Prima Guerra Mondiale, che ha conosciuto una straordinaria varietà di correnti e movimenti culturali, dai Macchiaioli al Divisionismo, al Verismo, al Realismo fino al Futurismo, e durante il quale in Italia sono state poste le basi per l’assunzione di un carattere sociologico, culturale e antropologico di tipo unitario. Ma Il Bel Paese è una mostra che non vuole soffermarsi sul particolare, e punta a far vedere com’era e come si stava trasformando l’Italia in quegli anni cruciali».

La mostra si sviluppa dalle sezioni che affrontano l’analisi delle questioni belliche, partendo da scene legate alla rievocazione dell’epopea risorgimentale fino alla Prima Guerra Mondiale – di cui nel 2015 ricade il centenario della partecipazione italiana – alle sezioni dedicate al ritratto, sia quello che ha come protagonista l’alta società, che quello dedicato al popolo minuto, e poi ancora le scene di vita quotidiana e tutto un filone dedicato al lavoro nei campi, opere che documentano un’Italia ancora fortemente ancorata alla sua tradizione agricola, in attesa di recepire gli effetti della rivoluzione industriale. «Particolare rilievo – continua Spadoni – assumono le sezioni che riguardano il paesaggio, articolato nelle sue diverse tipologie sia di paesaggio fisico-naturale (marino, alpino, campestre) che culturale, dove protagoniste sono le bellezze monumentali e architettoniche italiane».

Una sezione è dedicata alla fotografia dove ne viene illustrata la nascita e lo sviluppo, la sua funzione di strumento documentario importantissimo, la cui storia si intreccia con quella della pittura in una sorta di dare e avere abbastanza singolare.

«Il catalogo vanta l’intervento di diversi studiosi ed è uno strumento di studio importante- conclude Spadoni – Oltre ai saggi specifici sulle vicende artistiche attraversate nel periodo, dalla diffusione della ‘macchia’ fino al futurismo, altri saggi analizzano il periodo da varie prospettive: quelle propriamente storiche e politiche; quelle che mettono in luce i rapporti tra gli sviluppi artistici e la letteratura e quelli che raccontano l’idea di patrimonio e di bene storico, così com’è andato maturando nell’Italia storica».

 

LEONARDO REGANO

 

22 febbraio-14 giugno,

IL BEL PAESE

Ravenna, Mar, via di Roma 13

Info: 0544 482477, museocitta.ra.it

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