The Opening

“Happening”. Letteralmente “qualcosa che sta accadendo”, un evento che si sta verificando in questo momento davanti ai nostri occhi. A metà tra il teatro e la pura provocazione, l’happening è una tecnica di comunicazione che ha preso sempre più piede tra gli artisti contemporanei negli ultimi cinquant’anni, toccando l’apice del suo utilizzo durante gli anni Settanta. Sono questi gli anni in cui Franco Vaccari (Modena, 1936) e Sanja Iveković (Zagabria, 1949) si incontrano per la prima volta, entrambi protagonisti oggi della mostra “The Opening”, il nuovo evento a cura della Galleria P420 di Bologna. Fotografo il primo e performer la seconda, i due hanno in comune l’aver determinato con il loro lavoro lo sviluppo di una nuova definizione di “happening”, inteso da questo momento come dialogo tra artista e pubblico, un’interazione tra soggetti, fondamentale per lo svolgersi dell’azione. Nelle sue Esposizioni in tempo reale, Vaccari non mette in scena un copione, ma testimonia un’azione in divenire: il pubblico è invitato ad entrare in una di quelle cabine usate per scattare fototessere ed è  lasciato libero di reagire come preferisce davanti all’obiettivo, anonimo e automatico. Queste opere “in tempo reale”, ideate e realizzate dall’artista a partire dal 1969, non sono prevedibili e possono essere potenzialmente infinite, caratterizzate dalla continua mutazione delle relazioni. L’artista croata, invece, interessata maggiormente alle questioni riguardanti l’identità femminile e alle politiche del potere, nelle sue performance coinvolge lo spettatore attraverso varie forme di stimolazione in un tempo più o meno prolungato, stringendo una relazione intima ed emozionale con il pubblico coinvolto. In Inaugurazione alla Tommaseo (1977), per esempio, ai visitatori era richiesto un vero e proprio contatto fisico con l’artista; in Inter nos (1978), la relazione tra i due era mediata dalla tecnologia di un dispositivo video; in First Belgrade performance (1978) l’artista induci il pubblico fino ad instaurare relazioni spontanee e autosostenentesi e Meeting Points (1978) in cui il significato della stessa azione cambia in funzione della sola presenza del pubblico coinvolto.

LEONARDO REGANO

Fino al 30 aprile

Bologna, Galleria P420, Piazza dei Martiri 5/2

Orari: da mercoledì a venerdì 15 – 19.30; sabato 9.30 – 13.30, 15 – 19.30

Info: tel. 051/4847957 email info@p420.it

 

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