Jan Kerouac. Photo by Pat Van Sant
Jan Kerouac. Photo by Pat Van Sant
Jan Kerouac. Photo by Pat Van Sant

Jack vide entrare se stesso dalla porta sul patio: stava guardando un telefilm su dei campagnoli scesi in città, ciondolava stravaccato sulla sua sedia a dondolo che lo accompagnava dai tempi di Lowell, beveva direttamente dalla bottiglia qualcosa di forte che gli dava un’aria come in trance. Jack aveva 45 anni e faceva fatica ad alzarsi, lui che aveva attraversato un continente a velocità supersonica. Jack aveva una moglie molto più grande di lui, Stella Sampas, che faceva da infermiera anche alla sua amata madre, Gabrielle.

L’altro Jack Kerouac si fece avanti senza timori, si mise comodo e sorridente nel sofà ingiallito, e gli disse: “Mia madre dice che abbiamo le stesse mani, posso vedere le tue?”

L’altro Jack si chiamava Jan Kerouac, l’unica figlia avuta dal cantore di una generazione. Era nata 15 anni prima da un matrimonio lampo, veloce come la guida dell’amico Neal Cassady. Joan Haverty e Jack Kerouac, tra la fine del 1950 e il 1951, si erano conosciuti, amati, odiati in poco meno di otto mesi. Jack doveva ripartire, stare fermo lo ammalava, e Joan era rimasta incinta scegliendo il suo destino di madre senza tentennamenti.

Jack, nella foga del viaggio continuo, non aveva fatto in tempo a vederla nascere.  Si era oltretutto rifiutato di riconoscere la piccola. La prima volta che la vide, in tribunale e per pochi minuti, Jan aveva nove anni; Jack era ormai un grande scrittore e Jan era come lui da bambino. La somiglianza lo costrinse al riconoscimento.

Ora Jan, 15 anni in quell’estate del 1967, era di nuovo vicino a suo padre. Jack, ubriaco, la vedeva e si specchiava: gli stessi occhi lucenti, la stessa bocca carnosa, le spalle atletiche. Jan era Jack ai tempi di On the road. Jan gli raccontò che stava scendendo in Messico col suo fidanzato, che portava un bambino in grembo (lo avrebbe perso di li’ a poco), che avrebbe potuto scrivere del suo viaggio, che voleva essere una beat come lui. Muoveva forte le mascelle, Jan, spalancava gli occhi quando raccontava dei posti che aveva visto, imitava le voci di chi aveva incontrato. Era Jack, era tornato giovane!

“Mamma ha le mani da modella, ti ricordi? Io invece ho queste enormi mani forti, da lavoratore. Sono davvero come le tue?”

Jack si tirò indietro, ma lei gliele prese lo stesso.

Jack, bofonchiando, le disse: “Vai in Messico, scrivi un libro, usa il mio nome”.

A suo modo le disse: sei mia figlia.

Gabrielle e Stella la cacciarono di casa bruscamente, per non agitare Jack, dissero.

Jan Kerouac ne scrisse addirittura tre di libri. Sono le cronache della sua vita sregolata, a volte disperata.

Come suo padre, morirà nei suoi quaranta per complicazioni al fegato.

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