Santo Genet - foto di Stefano Vaja
Santo Genet - foto di Stefano Vaja
Santo Genet – foto di Stefano Vaja

 

Per Santo Genet la Compagnia della Fortezza ha attraversato tutta l’opera di Jean Genet, l’autore francese che con le sue parole ha saputo trasformare la materia vile in oro, strappare la bellezza al dolore, “creare buchi nella realtà”, trasfigurarla, immaginare collane di fiori lì dove c’erano catene, bellezza dove c’era orrore.

Partendo da una riflessione sulle logiche di inattualità che abitano la stanza-carcere in cui opera la Compagnia, Genet offre la possibilità di raccontare del carcere come teatro, ovvero come luogo inattuale, appunto, in cui si vive un tempo fuori dal tempo ordinario, in cui avvengono cose straordinarie che nella vita reale non possono accadere. A luglio il carcere ha ospitato le stanze segrete del castello di Irma, un “castello interiore” pieno di meraviglie, quello che nella sua eccezionale ricerca coltiva da ventisei anni Armando Punzo con la Compagnia della Fortezza. Innumerevoli specchi dorati inseguivano gli spettatori nei cunicoli densi di altarini, velluti neri, marmi, pizzi e fiori, obbligandoli al confronto con la moltiplicazione di rifrazioni e sovrapposizioni della loro stessa presenza fino all’esplosione emotiva nel cimitero abbagliante dell’esterno, tra violini, fiori, euforiche processioni e struggenti litanie.

Armando Punzo ricostruisce, e perfino amplifica, nello spazio fisico dell’Arena del Sole, quella stessa atmosfera di estasi, sospensione, rarefazione, meraviglia, per fare del teatro una sorta di santuario in cui ogni sera celebrare il funerale del reale e il rito della nascita del possibile.

La poesia, l’oro, il barocchismo scenografico, l’eccesso romantico, la musica trascinante, i costumi preziosi di Santo Genet arrivano dunque sul palcoscenico e si incontrano in un teatro totale per sfuggire l’ordinario, per dare forma visibile alla bellezza, alla libertà interiore, alla perfezione morale, ovvero a quella Santità che Armando Punzo indagava già da anni, in filigrana, nella sua radicale riflessione artistica. 

21 febbraio ore 19.30, 22 febbraio ore 16 – Bologna, Arena del Sole, Via Indipendenza 44 – info: 051 2910910, arenadelsole.it, compagniadellafortezza.org 

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