BoldiniLunga e fortunata, la carriera artistica di Giovanni Boldini. Figlio d’arte (il padre Antonio era a sua volta pittore e restauratore), si forma nei decenni centrali del XIX secolo tra Ferrara e Firenze, per poi trasferirsi nel 1871, ormai quasi trentenne, nella capitale francese. E la Ville lumière lo accoglie e gli apre le sue porte, consacrando Boldini tra gli artisti più importanti della fin de siècle, facendo di lui uno dei pittori più richiesti dal bel mondo francese, interprete magistrale della vita moderna insieme ai suoi compagni Impressionisti guidati da Degas e Monet. La mostra “Boldini. Lo spettacolo della modernità” non si sofferma, però, solo sugli aspetti più noti della produzione boldiniana, sui grandi ritratti dell’alta borghesia francese e italiana, ma si sforza di ricostruire una visione più articolata e approfondita della sua multiforme attività creativa. In mostra nelle sale dei Musei di San Domenico, fino al prossimo 14 giugno, accanto alcuni tra i sui dipinti più noti,  è presente anche la sua straordinaria produzione grafica, che comprendente disegni, acquerelli e incisioni. Nella volontà dei due curatori, Fernando Mazzocca e Francesca Dini, c’è quindi il desiderio di mostrare un lato ancora inedito dell’artista ferrarese, con la ricerca di opere pittoriche e grafiche nuove per il pubblico. Grande spazio è stato riservato a rapporti tra Boldini e gli altri artisti italiani protagonisti della vita culturale parigina di quegli anni, tra cui Giuseppe De Nittis, Vittorio Corcos, Serafino De Tivoli e Federico Zandomeneghi, fino a proporre un accostamento inedito tra i dipinti di Boldini e le sculture di Paolo Troubetzkoy. “Boldini. Lo spettacolo della modernità” insomma, si presenta come la giusta occasione per ripercorre tutte le tappe della carriera del pittore ferrarese, caratterizzata da periodi molto diversi tra loro, dagli anni trascorsi a Firenze nel gruppo dei Macchiaioli fino agli ultimi momenti, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, quando la sua vena creativa andava ormai esaurendosi.

 

LEONARDO REGANO

 

 

Fino al 14 giugno,  “Boldini. Lo spettacolo della modernità”, Forlì, Musei di San Domenico, piazza Guido da Montefeltro 12. Orari: martedì – venerdì 9.30 – 19; sabato e domenica e festivi 9.30 – 20. Info: 199151134, mostraboldini.com

 

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