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C’è una trama, in questo lavoro più di altri nostri, una storia a cui aggrapparsi in questo teatro del fallimento, in questa fede nel teatro. Mac e Beth  guitti stanchi di periferia, geniali innovatori di una tradizione, nel loro Club Series mettono in scena il Macbeth di Shakespeare attraverso una serie di numeri che ricorda il varietà. Insieme gestiscono un club, tanto fantomatico quanto accessibile al mondo che vuole divertirsi ascoltando parole fatte d’aria, inni nazionali e marcette di periferia, musica lirica e rock del passato, barzellette raccontate male, improperi, insulti e guittate di bassa lega.

Mac lavora per Doncano, il patrono di tutti i club proprietario del Gobetti il club più in voga. Da qui parte l’ambizione di Mac, l’ambizione di Macbeth che poi alla fine è una storia di Clan come ha meravigliosamente raccontato Kurosawa  nel suo Trono di Sangue. Ed è Beth a creare Mac,  dando vita a questo ambiente improprio, fatto di luci, lucine, lampi, cellule fotoelettriche, suoni di temporali e di battaglie che tanto ricordano e citano i film di Sergio Leone ed emozionano fino alla commozione e alla pietà. Ed è questo l’ambiente creato: l’ambiente della loro privacy condivisa che non dichiara alcun serio intento di mettere in scena la catastrofe del mondo, ma al contrario la vive questa catastrofe nella privacy stessa.

Alberto Astorri e Paola Tintinelli

22 marzo ore 17Poggio Torriana (RN), Centro Sociale, Via Costa del  Macello 10 – Ingresso € 7, residenti Poggio Torriana € 5 – al termine apertivo – info: 347 9353371, quotidiana@alice.it

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