Barokthegreat - foto di Ilaria Scarpa
Barokthegreat - foto di Ilaria Scarpa
Barokthegreat – foto di Ilaria Scarpa

 

Barokthegreat apre con il trascinante e ritmico Indigenous, un “dramma sonoro” che, già nel titolo, esplora mondi esotici e tribali. Suggerisce il noto critico Massimo Marino: «Corpi vengono vomitati dall’oscurità, in un gioco a comparire, assumere consistenza, trasformare, sparire, venire sostituiti. Corpi intercambiali, che liberano la scena, che si fronteggiano, si dimenano, si salutano, si misurano in lotte formalizzate, si lasciano andare in esplosioni di danza e poi, ancora, finiscono nell’oscurità, come molecole che tornano nel grande cerchio. I costumi sembrano ingigantimenti di dettagli colorati di maschere africane decorate con motivi geometrici. Le gambe, nude, mostrano tutta la potenza muscolare delle danzatrici. Intorno ai corpi c’è il battere che diventa guerra, si scioglie in pioggia, si scatena in tempesta… La percussione penetra i corpi e accende il bruciarsi del movimento. Gesti semplici: rivelarsi, coprirsi, slanciarsi, sfrangiarsi e deformarsi che sfigurano il corpo.  E lo mettono in discussione. Portarlo all’essenza del movimento, della musica, nel battito cardiaco, fino alla soglie della fibrillazione. Non si chiede significato a Barokthegreat. Ci si abbandona. E alla fine, dopo 50 minuti, tu, spettatore, vorresti che questo “dramma sonoro” continuasse, con un’ulteriore parte dopo Lo sbaglio del saluto e Contro il morso del rettile, come sono chiamati i due atti che ti hanno appena rapito».

Francesca Foscarini - foto di Ilaria Costanzo
Francesca Foscarini – foto di Ilaria Costanzo

 

A seguire, alle ore 22, Francesca Foscarini incarnerà la coreografia ideata appositamente per lei da Yasmeen Godder la coreografa israeliana di punta della danza contemporanea internazionale. La Godder decide di lavorare sulle peculiarità interpretative di Francesca a partire da una serie di processi performativi e fisici. L’occasione dell’incontro tra le due è stato il riconoscimento del Premio Equilibrio a Foscarini nel 2013 come migliore Interprete. Il Premio dà la possibilità di chiedere a un coreografo di fama internazionale di ideare un assolo per lei. Francesca Foscarini invita Yasmeen Godder. Nasce così Gut Gift: «partendo da una sequenza prestabilita di gesti che non prendevano necessariamente spunto dal corpo e dalla psiche di Francesca vuole andare a svelare alcuni lati della sua personalità di interprete. È una danza che scivola al suolo, nella sospensione e rarefazione, le mani assaggiano l’aria, gli occhi febbrili interrogano lo spazio circostante, voraci e al tempo stesso interlocutori, i capelli coprono il viso e l’identità si fa labile».

24 aprile, ore 21 – Forlì, Teatro Diego Fabbri – info:  0543.712170-712172, teatrodiegofabbri.it

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