foto di Melina Mulas
foto di Melina Mulas
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Dopo i grandi affreschi di Paesaggio con fratello rotto e Caino, Voci di tenebra azzurra è una piccola pièce in cui «una figuretta mite e inquietante, né maschio né femmina, abita la scena disponendosi al dialogo con interlocutori non visibili, in un’apertura che chiama in campo le maestre e i maestri del passato, ciò che hanno detto e pensato».

«Come sono le voci di tenebra azzurra?» scrive Mariangela Gualtieri «Questa definizione pascoliana è inafferrabile, quasi stordente. E dove sono? dentro? fuori? di questo mondo? di un altro mondo nel mondo? e a chi appartengono? Forse a chi “nei secoli ha ragionato in noi”, nel nostro sangue umano, ma anche agli animali mansueti che si fanno mangiare, come l’agnello, e che sono anch’essi in noi. Forse agli antenati, ai poeti che non ci sono più, ai poeti vivi, i più arrischianti, secondo la filosofia».

Voci di tenebra azzurra vuol essere dunque «una doppia convocazione, ai poeti vivi e morti in primo luogo» continua la Gualtieri. «A loro va la gratitudine di chi ha ereditato tesori che non invecchiano, non diminuiscono se vi si attinge. E agli spettatori: convocati ad esserci nella forma massima della partecipazione, in un ascolto quasi meditante».

24 aprile (ore 21), 25 e 26 aprile (ore 18). Repliche per le scuole nelle mattine dal 27 al 30 aprile (in alternanza al rito sonoro ‘Le giovani parole’) – Cesena, Sala del Teatro Valdoca, via Aldini 26 – info: 0547 24968, teatrovaldoca.org

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