Il Furioso, Lenz Fondazione - © Francesco Pititto

 

Il Furioso, Lenz Fondazione - © Francesco Pititto
Il Furioso, Lenz Fondazione – © Francesco Pititto

 

Maria Federica Maestri, che nel Furioso di Lenz Fondazione cura installazione, elementi plastici e regia, spiega la struttura e la poetica di questa nuova ricerca: «È un progetto drammaturgico biennale che prevede una forma scenica installativa a episodi, creata in stretta relazione con spazi artistici e monumentali non teatrali. La fantasmagoria dell’opera, custodita negli oltre trentottomila versi del poema, sembra ramificarsi secondo una caratteristica rizomatica procedendo per multipli, senza punti di entrata e di uscita ben definiti e senza gerarchie narrative interne; così la sua forma scenica si deve estendere orizzontalmente, senza radicare (verticalmente) in un unico luogo spettacolare. L’imponenza strutturale del progetto è determinata dalla necessità di costruire nessi profondi tra la natura plurima dell’Orlando Furioso, la molteplicità dei siti e la pluralità sensibile, altrettanto labirintica degli interpreti del lavoro». Protagonisti del viaggio nel Furioso saranno, infatti, gli attori sensibili – con disabilità psichica e intellettiva – e gli attori storici di Lenz «in un dialogo inesaurito e inesauribile per il rinnovamento della lingua teatrale contemporanea»: il progetto è l’ennesimo esito performativo della pluriennale collaborazione con il Dipartimento Assistenziale integrato di Salute Mentale Dipendenze Patologiche dell’AUSL di Parma.

Il Furioso, Lenz Fondazione - © Francesco Pititto
Il Furioso, Lenz Fondazione – © Francesco Pititto

 

I primi due episodi, La Fuga e L’Isola, interagiranno con gli spazi esterni ed interni del Museo Guatelli a Ozzano Taro di Collecchio, a pochi chilometri da Parma, e con la smisurata collezione di oggetti che vi è custodita: «L’atto infinitamente ripetuto del raccogliere, del portare a sé, dell’accumulare, numerare, riporre, collocare, classificare, disporre, un insieme di oggetti ‘minori’ apparentemente senza valore ed utilità, perché espropriati dalla funzione primaria di utensile, è simile al dispositivo drammatico del nostro Furioso. La forma dell’impossibile messinscena del poema sarà una raccolta di soggetti in fuga, da se stessi e dalla propria funzionalità normativa, sarà la “messa in mostra” del soggetto irreparabile e non riparato».

Il Furioso, Lenz Fondazione - © Francesco Pititto
Il Furioso, Lenz Fondazione – © Francesco Pititto

 

Francesco Pititto, responsabile di drammaturgia, imagoturgia e scene filmiche de Il Furioso, suggerisce: «Una monumentale imagoturgia di ottave diventa il tracciato per una composizione visiva che dovrebbe procedere di pari passo con una drammaturgia che richiami in campo paladini dall’identità negata, cavalieri rapiti da Ippogrifi cavalcanti i meandri della mente, saraceni alla conquista del reale. Dal viso al corpo, dal corpo allo spazio, comunque uomini che hanno abitato la vita. Ora per loro, se possibile, da abitare è la poesia».

18-27 giugno – Ozzano Taro di Collecchio (PR), Museo Guatelli, via Nazionale 130 – info e prenotazioni (obbligatorie): 0521 270141, lenzfondazione.it

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