Il Furioso, Lenz Fondazione - © Francesco Pititto

 

Il Furioso, Lenz Fondazione - © Francesco Pititto
Il Furioso, Lenz Fondazione – © Francesco Pititto

 

L’attraversamento di Lenz Fondazione dello sconfinato poema di Ludovico Ariosto è cominciato. Il maestoso progetto biennale, strutturato in otto episodi scenici per spazi non teatrali, è partito nei giorni scorsi interagendo con il Museo Guatelli. Il primo episodio, La Fuga, ha meritato l’attenzione di media nazionali (tra gli altri: Rai 5 e Radio 3 Suite) e la presenza di critici e studiosi da tutta Italia.

Da giovedì 25 a sabato 27 giugno è possibile assistere alle prime due manifestazioni de Il Furioso: ogni sera alle ore 21.30 è di nuovo in scena il primo episodio, La Fuga, mentre alle ore 22.15 debutta L’Isola. Ciascuno spettatore può decidere se assistere a uno solo o a entrambi gli spettacoli.

Maria Federica Maestri, che cura installazione, elementi plastici e regia, suggerisce: «Il nuovo episodio, installato visivamente nelle stanze private abitate nel passato da Ettore Guatelli, si intitola L’Isola, paragrafo che mette al centro della drammaturgia il personaggio di Alcina, interpretato da Delfina Rivieri, già Ofelia nell’Hamlet e Monaca di Monza ne I Promessi Sposi. Fata maligna, strega simile alla Maga Circe, sorella di Morgana e Logistilla, Alcina trasforma in piante e animali gli uomini che si innamorano di lei. Dietro le sembianze di giovane bella e affascinante si nasconde la realtà di un corpo di vecchia, brutta e sdentata, ma nella sua isola, posta al di là delle Colonne d’Ercole, luogo immaginario oltre il limite estremo del mondo conosciuto, non c’è spazio per la verità del tempo; lo sguardo muto e ossessionante delle centinaia di orologi fermi incolonnati nei ripiani della stanza avverte che l’incanto dei sensi, il desiderio di eterna giovinezza, potrà avere fine solo con la morte».

Il Furioso, Lenz Fondazione - © Francesco Pititto
Il Furioso, Lenz Fondazione – © Francesco Pititto

 

Francesco Pititto, responsabile di drammaturgia, imagoturgia e scene filmiche de Il Furioso, aggiunge: «La simultaneità delle azioni, delle tante storie che avvengono in contemporanea nel Furioso – mediante l’entrelacement narrativo – è di per sé molto “cinematografica”. L’agire attorno al lettore/spettatore della moltitudine di personaggi in continuo movimento di fuga, inseguimento, lotta, perdita della ragione, magia è dal punto di vista della visione/fruizione molto simile ad una allucinazione. La scansione paratattica delle scene costruisce un quadro in progressiva formazione; pare non esserci termine, non c’è fine della Storia fatta di tante storie. Una giostra di cavalieri, amazzoni e cavalli che gira all’impazzata». L’impianto visuale dell’opera è in stretta relazione con il disegno sonoro creato da Andrea Azzali; ispirandosi ad alcuni motivi della Tetralogia wagneriana, il tessuto musicale del Furioso è un mosaico sonoro composto da una polverizzazione continua di frammenti tematici.

Data la peculiarità del progetto, (ennesimo esito performativo della pluriennale collaborazione con il Dipartimento Assistenziale integrato di Salute Mentale Dipendenze Patologiche dell’AUSL di Parma) e del luogo attraversato, ogni sera l’ingresso è consentito a un numero limitato di spettatori. La prenotazione è obbligatoria.

25-27 giugno, ore 21.30 – Ozzano Taro di Collecchio (PR), Museo Guatelli, via Nazionale 130 – info: 0521 270141, 335 6096220, lenzfondazione.it

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