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Entra nel vivo la nuova edizione di Strade Blu. Si comincia con Cesare Basile, mercoledì 1 luglio, alle 21,15, ad Alfonsine (Ra), nel giardino della biblioteca, in collaborazione con Pensiero, Narrazione, Voce.

Cesare Basile canta l’unico blues possibile d’un uomo bianco.

Uomo bianco, eppure Uomo d’Europa di confine, terra di Sicilia, cuore di Mediterraneo, spezie d’Asia e d’Africa..

Una canzone italiana, quella di Basile, che negli anni è diventata sempre più ossuta, cocciuta, ostinata.

A cui ha via via sottratto accordi e melodie, per lasciarla galleggiare su un blues asimmetrico, parente stretto di certe pulsazioni del Mali, a cantare storie di gente con la schiena dritta, in un mondo di baciamani e strette-poco-strette e sudaticce.

Basile che mette a fuoco e canta la sua terra e, al tempo stesso, stringendo l’obiettivo, canta il mondo e crea il suono più globale sentito da tempo immemore nella musica di casa nostra.

Il suo ultimo disco ha raccolto consensi a tutte le latitudini, in un percorso di internazionalizzazione così forte e risonante da potere essere paragonato a quello di Fabrizio De Andrè ai tempi di Creuza de Ma.

Un percorso rimbalzato anche da un gran rifiuto al Premio Tenco dello scorso anno, in cui si era aggiudicato il premio di miglior disco in dialetto, motivato dal mancato sostegno del Tenco alle istante dei Teatri Occupati e dei loro scopi di resistenza culturale.

Basile con la schiena dritta e la penna ispirata, anche nel produrre il secondo disco del suo conterraneo Salvo Ruolo.

In apertura  Salvo Ruolo, anche lui siciliano, che canta di banditi e di fuorilegge a mezza via fra il West e la Trinacria, con una voce e un’interpretazione che prende spunto da due lati dell’Oceano, oltre che dal mare della sua Sicilia.

 

1 luglio, Alfonsine (Ra), Cesare Basile, Strade Blu, Giardino delle Biblioteca, ore 21.15

 

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