Quotidiana.com, Io muoio e tu mangi - foto di Lucia Baldini
Quotidiana.com, Io muoio e tu mangi - foto di Lucia Baldini
Quotidiana.com, Io muoio e tu mangi – foto di Lucia Baldini

 

È arrivata l’estate.

Desidero sperimentare, per una parte dei lavori che vedrò nei prossimi mesi, una modalità di restituzione che funziona così: durante gli spettacoli prendo alcuni appunti sul mio taccuino. Inevitabilmente (anzi: intenzionalmente) frammentari.

A seguire li ricopio qui.

Nessun approfondimento.

Alcuni lampi.

So già che qualche artista vanitoso si offenderà «perché la sua ricerca richiederebbe ben altra attenzione» rispetto a queste poche righe.

Pazienza.

Mi consolo in anticipo con Ennio Flaiano: «Il segreto è raggiungere da professionisti la disinvoltura dei dilettanti, non prevalere, far credere che la cosa sia estremamente facile, un divertimento che trova la sua ragione di esistere nel fatto di essere più leggero dell’aria».

Buona lettura.

Io muoio tu mangi

Lui Nessuno che resuscita?

Lei Che io sappia no.

 

Si ride.

Del disastro.

Tragedia e commedia.

Meglio: tragedia e anti-tragedia.

 

Lui Che brutta faccia oggi! L’ospedale non ti giova…

Lei Se avessi un’arma adesso la userei.

Lui Avresti sotto tiro il bersaglio?

Lei Sei la sagoma perfetta!

Pausa

 

Una differenza rispetto ad altri loro lavori: qui non si sta attorno a un tema, qui si racconta una storia.

 

Lei Ieri arrivo nella stanza di mio padre… In geriatria…. c’era la Maria…

 

La morte del padre.

 

Lei Dico: “Come va?”, (la imita) “Ah, no è che tuo padre è tutto sporco, aveva tutta maglietta sporca di catarro, no? sono passate infermiere, hanno cambiato e hanno lasciato maglietta sporca”.

 

Ritmi perfetti, armi affilate.

 

Lui Stiamo raggelando l’azione?

Lei Non c’è azione.

Lui Il dialogo è azione.

Lei È re-azione

 

Armi col silenziatore.

Col detonatore.

 

Lei A mio padre o gli date una alimentazione alternativa oppure lo fate morire con dignità. Non prendiamoci in giro, che lo lasciate crepare così lentamente… un’agonia!

 

Viene in mente Mariangela Gualtieri.

Distanza siderale da Paola e Roberto.

O forse no.

Ba’, sono guerriera tutta composta d’urlo / e di sostanza acida e sbatto con / bravura potente.

Quotidiana.com, Io muoio e tu mangi - foto di Lucia Baldini
Quotidiana.com, Io muoio e tu mangi – foto di Lucia Baldini

 

Lei (alza il capo al soffitto e cerca la voce del padre) Vorrei vedere un film qualunque, tanto per passare un po’ il tempo, sennò qui… cara mia… Paola… non ne posso più! E stamattina via, via, a fare i raggi là all’ospedale grande, sulla corriera … tengo botta ma… finché ce la faccio.

Lui Ma sai che fai proprio bene la voce di tuo babbo? Sembri lui.

Lei (ruota appena la testa verso di lui) Se fossi lui?…

Lui Qui bisogna stare attenti perché si rischia di fare la voce del vecchietto del far west.

 

MG Mio caro bà, io patisco per / poche cose che ci piangono e sono / assai modeste, assai assai.

 

Lei Quel giorno mio fratello ha lasciato il pasto a metà per correre da mio padre in ospedale. Quando è arrivato gli ha detto… “ Io muoio e tu mangi?”

 

MG Caro ba’, qui il sudario non ce l’hanno cavato / e tu vedessi come certe cose leggere sventano / e altre ancora galleggiano.

 

Lei Oggi il babbo non parlava, faceva solo con la bocca… (mima il tentativo di parlare). Credo che le ultime parole le abbia usate per chiedere alla badante un bicchier d’acqua… mi ha detto che le ha offerto dei soldi…”Ti pago, ti pago… un bicchier d’acqua… ti pago… “. Pensa a come si deve ridurre un uomo di 92 anni in ospedale… a implorare un bicchier d’acqua!

Lui Sta morendo di sete.

 

MG Oh! esseri di sospiramento / figlioli piccoli, lungole vaghe del latte, / e le lucenti colorature delle persone / dentro quel punto sbrenco de li occhi / dentro le multiple capigliature

Paola ha una maglia nera con due ali disegnate sulla schiena.

A terra una coppa con manici-ali.

 

MG Misero tempo con slabbro, ba’, misero battimento / di ali pesanti, non si assolleva la sacra persona / non si assolleva

 

Questi due amici, Paola e Roberto, mi hanno imbrogliato.

Mi sembravano più che altro persone intelligenti, serie e simpatiche.

E invece.

Questi due sono geni.

 

Lei Adesso dovrebbe succedere qualcosa.

Lui Per esempio?

Lei Io vengo lì e tu vieni qui.

Si alzano e occupano il posto dell’altro.

Lui È già qualcosa.

 

Geni dinamitardi. 

 

MICHELE PASCARELLA

  

Visto a Castiglioncello (LI), Castello Pasquini, 4 luglio 2015, ore 19 – info: armunia.eu

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