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Cena stellata in motonave. Sarei a dieta ma come si può rifiutare la proposta di un’occasione tanto particolare che inaugura il viaggio verso Expo dell’associazione Chef to Chef, che raccoglie i 50 migliori artisti dei fornelli dell’Emilia Romagna ed altrettanti produttori del territorio?

Preparazione. Guardando l’armadio entro subito in confusione mentale (e per una che nella vista fa la psicologa può non essere il massimo). Non sono il tipo da crisi esistenziale per scegliere come vestirsi. Riesco sempre a sopravvivere grazie ad un mood molto informale sotto al camice che copre tutto.

Ma qui si parla di un evento in cui a cucinare saranno quattro eccellenze con tanto di stelle sulla divisa, ovvero Gian Paolo Raschi, Massimo Spigaroli, Raffaele Liuzzi e Stefano Ciotti. Quindi urge una bella figura, un abbigliamento all’altezza del buon cibo. Ok, ma il mio conflitto deriva dal fatto che la motonave mi fa tanto Romagna ruspante, ballo liscio, bandierine e lucine illuminate che si allontanano dal porto con tanto chiasso. Risolvo lo sdoppiamento di personalità sentendo un è tardi in sottofondo pronunciato da chi aveva risolto già con jeans e camicia. Ok, vestitino e tacco… ma non troppo alto. E si parte alla volta del porto canale di Rimini.

In auto ripenso alla mia prima (ed unica) esperienza in motonave a bordo de La Bella Rimini. 12 anni, in piena preadolescenza, fortemente negativa alla proposta dei parenti che ti esortano con entusiasmo al tour fino alla piattaforma Agip con tanto di pesce azzurro (l’unico che non mangio) e trebbiano (ho 12 anni!!!). Insomma il ricordo non è dei migliori… vediamo se questo itinerario del gusto mi farà cambiare idea.

Ricetta. Quella dell’associazione Chef to Chef sembra vincente. Tre itinerari toccheranno le direttrici storiche dell’Emilia Romagna: le vie d’acqua del Mare Adriatico e del fiume Po, la via di terra rappresentata dalla Via Emilia e l’Alta via dei Parchi, per confluire tutte a Milano il 18 settembre, tra un mese esatto.

Stasera sul porto canale della capitale della Riviera si incontrano street food stellato, prodotti dei contadini, street fish dei pescatori, più di 100 etichette di Tramonto DiVino, un comizio agrario, il dj set musicale e appunto, la cena stellata sull’acqua.

Arriviamo e sul molo sono già schierate le 40 FoodValleyBike, ovvero speciali biciclette guidate direttamente dai produttori. In pratica un’originale boutique su tre ruote per esporre i prodotti e al contempo farli assaggiare.

Imponente e già produttivo anche il camion del Food Truck, una vera e propria cucina viaggiante di oltre 15 metri dove altri chef stellati come Franco Aliberti, Igles Corelli, Isa Mazzocchi e Fabio Rossi preparano e servono assaggi d’autore, interpretando la pasta della regione.

E poi attraccata c’è lei, la motonave Principessa.

Gallina

Aperitivo. Saliamo a bordo attraverso una passerella che mi fa già rimpiangere le mie solite sneakers ma lo dimentico subito grazie al Vin d’honneur servito in plancia. Ok… annullo subito la vecchia idea di motonave ed inizio ad essere certa che non spunterà Casadei a tradimento. Qui si fa sul serio, qui anche l’aperitivo è d’autore ed eccellente con commoventi assaggi gastrofluviali e l’adeguato abbinamento enologico.

Peccato soltanto che rimarremo ancorati al porto, perché il mare sembra volerci giocare brutti scherzi.

Nonostante l’affollamento (siamo un centinaio e la motonave Principessa non ha certo le dimensioni di una nave da crociera) ci godiamo l’aperitivo con la brezza marina mentre gli zelanti ragazzi delle scuole alberghiere della zona si danno da fare per non far mancare nulla a noi imbranate signore con i tacchi e agli uomini ancora indecisi tra lo stile vacanziero in bermuda e l’eleganza richiesta dalla qualità della serata.

Gnocchi

Primo. Si parte con la cena. Ci esortano ad accomodarci nella pancia della motonave. Qui il centinaio di persone si distribuisce meglio. Il clima è gradevole e ci sediamo. I tavoli sono apparecchiati per quattro, sei o otto persone. Noi capitiamo quindi accanto a due signori. Al momento stiamo sulle nostre ma ho la sensazione che non appena arriverà il cibo inizieremo a conversare.

Pensavo che come entrèe fosse sufficiente quella in plancia invece prima del primo costituito da gnocchetti di patate al sugo di sogliole e vongole con zucchine alla colatura di alici preparato da Stefano Ciotti, ci arriva un antipasto che nella mia scala di gusto difficilmente verrà superato (il carpione di gallina romagnola con piccole verdure, tartufo, croccante di parmigiano e culatello di Massimo Spigaroli).

 

Secondo. Noi e i signori originari di Torino (l’avevo detto che il cibo ci avrebbe unito) siamo ormai un tavolo affiatato, intenti a commentare portate e vini abbinati, cercando di essere critici come nelle migliori guide ma non lasciandosi sfuggire entusiastici commenti in stile bambino di fronte a una montagna di gelato. E siamo al secondo, dove il Lambrusco di Sorbara fa da cornice al piatto di Gian Paolo Raschi (Coda & Gratein Pescatrice caramellata, con gratein romagnoli e aceto tradizionale).

La via Emilia

Dessert. Sono le 23. Siamo sulla motonave da almeno tre ore ma sembra passato un minuto e le più golose del tavolo (io e l’altra signora) stiamo attendendo con ansia La via Emilia preparata da Raffaele Liuzzi, il dessert che entrambe non abbiamo trovato descritto in nessun sito che parlava dell’evento. Siamo curiose e veniamo subito accontentate. Un tripudio di sapori ben bilanciati tra ciliegie marasche, cioccolato e aceto balsamico.

Il nostro viaggio (anche se da attraccati) termina qui e scendendo finiamo di ammirare il porto canale gremito di persone, non più di cibo perché apprendiamo che le 5000 presenze della serata si sono spazzolate tutto.

Se questo è il viaggio direi che l’approdo ad Expo non può che essere eccellente. Del resto ci si può aspettare qualcosa di meno dalla regione che conta il maggior numero di denominazioni d’origine? Il nostro orgoglio romagnolo si gonfia, ancor più della pancia.

Per conoscere gli appuntamenti enogastronomici di chef to chef: viaggioversoexpo.it

 

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