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DNA e parentele di Bebel Gilberto diciamo che aiutano – è figlia di João Gilberto e di Miúcha, e se Miúcha è la sorella di Chico Buarque, Bebel di Chico ne è la nipote, pertanto è anche cugina acquisita di Carlinhos Brown, che di Chico ne è il genero – insomma, con cotanto lignaggio rischiava davvero di rimanere seriamente schiacciata dalla nobiltà musicale di tutti questi suoi famigliari. E invece non è andata così, Bebel si è imposta, e alla grande.

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Com’è capitato a molti, la signora baiano-carioca nata “per sbaglio” a New York l’abbiamo conosciuta grazie a quel bellissimo film che fu Closer (2004) di Mike Nichols con Natalie Portman, Julia Roberts, Jude Law e Clive Owen – accanto al grande classico The Blower’s Daughter di Damien Rice, di Bebel furono usate ben tre canzoni tratte da uno dei suoi album più belli, Tanto tempo (2000), colpo che ha aiutato non poco l’artista ad agguantare una gran notorietà planetaria rendendola un vero best seller un po’ ovunque. E la residency al Blue Note di Milano di ben quattro sere spiega chiaramente perché.

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Se sei figlia di João Gilberto, l’uomo che la bossanova l’ha inventata, è chiaro che il blues verdeoro devi averlo nel sangue – solo che Bebel è stata così intelligente e brillante di averlo rivisitato, attualizzandolo con arrangiamenti moderni ma non cafoni come capita spesso con operazioni di questo tipo. In più, è ammirevole che Bebel non abbia abusato del suo conseguito status di stella internazionale – dopo Closer, in una decina di anni ha pubblicato solo tre album, tutti molto belli, sofisticati e mai piaccioni – cosa che si può tranquillamente affermare anche per il lavoro più recente, Tudo (2014). Nell’occasione Bebel ha dimostrato di essere veramente un serio animale del palcoscenico, brasiliana fin nell’ultima delle laccate unghie e con un gran sex appeal che ne evidenzia qualsiasi gesto – tanto che la vedremmo decisamente bene come soggetto di un film molto glitter anni Settanta innaffiati di champagne e con aria frizzante tutt’intorno. Sotto il vestito, in definitiva vi è molto – come quando Bebel prende in custodia Harvest Moon di Neil Young e la rilegge in un sensualissimo jazz tutto scat erotici oppure nella meravigliosa Baby di Caetano Veloso via Os Mutantes, anch’essa giocata con gemiti lascivi – giusto per stabilire che la Signora il fatto suo lo sa, eccome!

CICO CASARTELLI

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