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C’era una ragazza che – si chiama tuttora Jackie DeShannon, la quale in verità fa ancora dischi e ha davvero una storia leggendaria. Due, dicasi due Beatles le caddero letteralmente ai piedi, con specialmente George Harrison disposto a tutto per conquistarla. Un certo Zeppelin chiamato Jimmy Page cadde pure lui nelle maglie e si perse nei suoi occhi celesti – i due vissero il loro idillio d’amore, che lo Zep immortalò in una delle canzoni più memorabili del Dirigibile, Tangerine, la quale peraltro fu già in gestazione al tempo dei Yardbirds. Continuano? Massì – Van Morrison, appena giunto in America alla corte di Bert Berns, pure lui, boom, storia d’amore con Jackie – peraltro con ritorno di fiamma nel periodo di Hard Nose The Highway (1973). Non è mica finita, sapete? Nel 1963 fu Jackie la prima artista di ambito non folk bensì pop a incidere e portare al successo ben due brani di un tizio chiamato Bob Dylan (Blowin’ In The Wind e Don’t Think Twice, It’s Alright), nonché è sua la voce che sentite in pezzi immortali del “decennio magico” quali Needles And Pins di Jack Nitzsche & Sonny Bono e What The World Needs Now Is Love di Burt Bacharach & Hal David.

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Non vi basta? Jackie è stata pure la prima a incidere composizioni di Randy Newman e pure la prima a registrare un disco nella vena cantautorale simile ai vari James Taylor, Jackson Browne e Carole King: naturalmente il capolavoro Laurel Canyon (1968), da annoverarsi come il battesimo del cantautorato intimista che negli anni Settanta fece proseliti, nonché foriero della prima cover in assoluto di The Weight della Band (anche se pure gli Staple Singers reclamano il primato). Prima in tutto, praticamente. La “sezione nozionismo” la chiudiamo sulle note di Bette Davis Eyes, di cui è autrice, che negli anni Ottanta divenne uno di successi più clamorosi del decennio per voce di Kim Carnes – naturalmente qualcuno, nel silenzio generale, si accorse anche che si trattasse di una grande coke-song – «She’s pure as New York snow/She got Bette Davis eyes», se non è un’ode alla cocaina quel verso, allora non so quale la sia. Puntualizzazione: la prima versione, quella di Jackie, risale al 1975, la cover della Carnes è del 1981.

Jackie DeShannon ai tempi della love story con Jimmy Page
Jackie DeShannon ai tempi della love story con Jimmy Page

La domanda, in sostanza, è: perché parliamo di Jackie DeShannon? Semplice – è da poco uscita una pubblicazione decisamente clamorosa, All The Love/The Lost Atlantic Recordings, ossia un album fatto e finito inciso nel 1973 e finora rimasto nei cassetti. Inspiegabilmente. All The Love sarebbe dovuto essere il seguito dello spettacolare Jackie (1972), magnifica opera prodotta a tre da luminari chiamati Jerry Wexler, Arif Mardin e Tom Dowd – mica paglia! – e in verità per l’atto secondo, questo per l’appunto, dei tre in cabina di regia restò solo Tom Dowd, genio della produzione ovviamente di scuola Atlantic che negli anni ha prodotto di tutto-di più: Ray Charles, Otis Redding, Eric Clapton/Derek & The Dominos, Thelonious Monk, Allman Brothers Bad, Lynyrd Skynyrd, Rod Stewart, Primal Scream, Aretha Franklin, Phil Collins, John Coltrane, Willie Nelson – fra i tanti. Per la verità, una manciata di brani di All The Love apparvero in un’edizione ampliata del già citato Jackie uscita nel 2003 per la Rhino Handmade, rimasta brevemente sul mercato.

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Il disco è composto di quattordici brani, equilibrati fra numeri firmati da Jackie e cover di rango. Fra le prime non si può soprassedere su Grand Canyon Blues e Hydra (anche lei ammaliata dall’isola greca amata da Leonard Cohen?), quest’ultima scritta con quel Jorge Calderon che dopo qualche hanno fu figura fondamentale nella storia di Warren Zevon – dei brani che confermano la DeShannon come autrice di primo livello, di quelle che davvero hanno segnato un’epoca con il proprio innato talento. E visto che Jackie è artista a 360°, pure come interprete non risulta seconda a nessuno, come già sapevamo: il modo in cui mette lì con nonchalance Don’t Think Twice, It’s Alright di Bob Dylan (di nuovo, dieci anni dopo), questa volta in performance acustica, la magnifica Good Old Song del grande songwriter di culto Ron Davies (qualcuno se lo ricorderà per It Ain’t Easy, resa immortale da David Bowie in Ziggy Stardust) e più di tutto Drift Away di Mentor Williams via Dobie Gray, perla fra le perle di un disco, All The Love, che si candida senz’esitazione a pubblicazione “bagagli smarriti” più bella del 2015.

Jackie DeShannon gioca a monopoli con George Harrison – 1964
Jackie DeShannon gioca a monopoli con George Harrison – 1964

Pensate che sia finita? No! Quali pezzi extra vi sono addirittura ben quattro brani incisi con Van Morrison per le session del summenzionato Hard Nose The Highway. Anche qui non si tratta di scarti bensì di quattro esecuzioni di primissima scelta, peraltro scritte e prodotte proprio da Van in persona – il r&b infuocato Sweet Sixteen, la liberazione dei sensi di The Wonder Of You e di Flamingos Fly, per finire con Santa Fe che del lotto è l’unica collaborazione anche di scrittura fra i due. Il tutto per chiudere con il botto una pubblicazione discografica che davvero pare imperdibile per chiunque ami la Musica – quella con la maiuscola.

CICO CASARTELLI

JACKIE DeSHANNON – All The Love/The Lost Atlantic Recordings (Real Gone Music)

Jackie DeShannon con Kim Carnes – Bette Davis Eyes!
Jackie DeShannon con Kim Carnes – Bette Davis Eyes!

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