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Se il bluegrass revival ha avuto un autore di canzoni che ha svettato su tutto e su tutti, questi è senza dubbio Peter Rowan, magnifico ultra-settantenne che a partire da Bill Monroe, della cui band fece parte brevemente a metà anni Sessanta, e da Eric Von Schmidt, il suo “cattivo maestro” nei giorni folkie del campus di Cambridge, ha veramente reso servizio con canzoni e playing a tutti i livelli: formando gruppi assolutamente sublimi come Earth Opera, Muleskinner, Seatrain e Old & In The Way, cementando amicizie lunghe una vita con David Grisman, Jerry Garcia e New Riders Of The Purple Sage, nonché lasciando a disposizione dell’eternità vere e proprie canzoni capolavoro quali Panama Red – facile sfidante a massima marijuana-song di tutti i tempi – Midnight Moonlight e Lonesome L.A. Cowboy, passate di mano in mano ben al di là dei confini bluegrass. In sostanza, è ben lecito tirare in ballo il termine “leggenda” quando si ha a che fare il venerabile signor Rowan.

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E il venerabile Peter non è solo un passato da celebrare – tutt’altro, come dimostrato in questa sublime toccata e fuga italiana in compagnia dei fraterni amici genovesi Red Wine, il più antico gruppo bluegrass nostrano attivo fin del 1978, dove Rowan con classe e leggerezza ha sfoderato tutte le sue armi, quelle di chi ha un passato più che pesante. Camaleonte come pochi, capace di attraversare generi e stili – peraltro il suo ultimo, splendido album Dharma Blues (2014), è un grande concentrato di Occidente meets Oriente, come pure dimostrato sul palco proprio proponendone lo spettacolare brano guida – ha nella capacità di unire musiche fra le più diverse in un unico spettro, il suo – non lo inquadri, sfugge, semmai è lui che ti porta in giro a suo piacimento. In poche parole, qualsiasi volta che mette piede su di una scena, l’impressione è che si tratti di puro Rinascimento musicale – già, perché è lui il primo ad amare quello che fa.

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Un concerto che è davvero una rapina al cuore e ai sensi – tipo quando la luna è alta e splendente in Midnight Moonlight oppure quando il Signore si è lanciato nel classico folk americano Trail Of The Buffalo (The Hills Of Mexico) – a qualcuno suonano familiari tali Woody Guthrie, Bob Dylan e John Renbourn, che già se impadronirono? – dove non vi è stata anima viva fra gli accorsi che non sia andata dritta al tappeto oppure, ancora, quando d’emblée mette lì una In The Pines (Where Did You Sleep Last Night?) di Leadbelly tutta country e brividi che ti fa capire la grandezza del personaggio – magari qualche moccioso se la ricorda fatta dai Nirvana come ultimo, clamoroso pezzo di MTV Unplugged In New York (1994), e andrebbe comunque bene lo stesso!

CICO CASARTELLI

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