Palle Granhøj - foto di Mads Møller Andersen
Palle Granhøj - foto di Mads Møller Andersen
Palle Granhøj – foto di Mads Møller Andersen

 

Buoni consigli, dal programma della tredicesima edizione di Gender Bender, il Festival dedicato alle rappresentazioni del corpo e delle identità di genere e orientamento sessuale nella cultura e nelle arti contemporanee.

Il coreografo cinese Er Gao presenta in prima assoluta Discoteque, indagine sul fenomeno della disco music.

È in prima nazionale il dittico del danese Palle Granhøj: due distinte riletture (Rite of spring extended Rose), una al maschile e l’altra al femminile, della Sagra della Primavera di Igor’ Stravinskij.

“Un contesto etereo, privato dello scorrere del tempo e della sua voracità” è quello abitato dalle figure di All dressed up and nowhere to go, primo lavoro coreografico dell’italiana Giorgia Nardin.

Arriva dalla Repubblica Ceca la performance dei Dot504 Collettive loss of memory, in prima nazionale.

L’olandese Liat Waysbort mette in scena in Please me please un giovane danzatore in trasformazione: da uomo a donna, da oggetto di desiderio a soggetto desiderante, da ballerina a pornostar.

Ancora in prima nazionale: Yellow place, intesa istantanea tra due sconosciuti firmata da Mattia Russo e Antonio de Rosa e Ours, pluripremiato lavoro dell’israeliano Idan Sharabi con musiche di Joni Mitchell.

Infine: Ballroom, modulo performativo ideato da Chiara Frigo per giovani e giovanissimi interpreti non professionisti che riproduce un sala da ballo alla Cupola del DOM nel quartiere Pilastro di Bologna.

Siate curiosi, fatevi avanti.

 

MICHELE PASCARELLA

 

31 ottobre-8 novembre – Bologna, luoghi e orari vari – info: genderbender.it

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