Mark Turner Quartet - foto di John Rogers
Mark Turner Quartet - foto di John Rogers
Mark Turner Quartet – foto di John Rogers

 

Arriva il quartetto del sassofonista Mark Turner.

Originario dell’Ohio, dove è nato nel 1965, Mark Turner è però cresciuto in California. Non stupisce quindi il fatto che tra i suoi modelli sassofonistici, oltre all’immancabile Coltrane, emerga la figura di Warne Marsh, con quel senso altamente esplorativo dell’improvvisazione sulle armonie. Ma per completare la sua formazione musicale Turner si trasferì al Berklee di Boston. Da lì a New York la distanza è breve: e infatti Turner la percorse, trovando appoggio e ingaggi da parte di musicisti come James Moody, Jimmy Smith e Joshua Redman.

Inizia così il suo progresso nel mainstream di matrice post-boppistica, che presto sfocia anche in un’attività da leader segnata dall’esordio discografico su Criss Cross (1995) e, soprattutto, dal passaggio alla Warner Bros, a partire dal disco Mark Turner del 1998. Nel 2004 debutta il trio Fly, una all star paritetica con il contrabbassista Larry Grenadier e il batterista Jeff Ballard. È con questa formazione, ancora oggi in attività, che Turner raggiunge la maggiore visibilità internazionale.

Momento saliente della più recente attività di Turner è l’approdo, nel 2012, alla casa discografica ECM, il cui ultimo frutto è Lathe of Heaven. Con un quartetto pressoché identico a quello dell’incisione discografica (cambia solo il batterista nella band con la quale Turner si esibirà dal vivo a Bologna), sarà proprio questo album a fornire le basi per un concerto che si svilupperà su traiettorie capaci di portare a sintesi l’impostazione del jazz cameristico, il vigoroso sound ereditato dalla tradizione bop, l’improvvisazione più libera da schemi.

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6 novembre, ore 21.15 – Bologna, Unipol Auditorium, via Stalingrado 37 – info: 334 7560434, bolognajazzfestival.com

 

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