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Alessandro Preziosi nella duplice veste di regista e interprete principale. Don Giovanni è un mito senza tempo, estremamente moderno e le versioni del mito sono ben superiori alle donne sedotte dall’ammaliatore sivigliano, pochè si contato oltre 4000 riscritture. Ma nonostante di Don Giovanni si sia tanto scritto e discusso, il personaggio non si lascia definire, resta sfuggente. Con la sua frenesia, il suo essere oltre, il suo slancio vitale e il suo destino di morte, attira tutti gli altri personaggi, sia uomini che donne: anche quando lo odiano o lo negano, non fanno che pensare a lui, parlare di lui, agire per lui. Il protagonista è un personaggio seducente, figura ricca di controluce, sempre in scena, autentico funambolo del trasformismo, come se ad ogni conquista cambiasse pelle.

La regia di Alessandro Preziosi ha saputo cogliere la strettissima attualità dell’opera di Molière, un’opera misteriosa e sublime, che nell’adattamento di Tommaso Mattei presenta un copione dal carattere spiccatamente “postmoderno” e cinematografico, il quale conferma il piacere agli affezionati della prosa, ma è capace di introdurre degli elementi multimediali: una spettacolarizzazione dei vizi dell’anima che non può che creare un contraccolpo di reale riflessione sul senso e il mistero della vita.

Il prossimo appuntamento con il teatro di prosa sarà lunedì 30 novembre con Fedra, la tragedia di Seneca proposta nel nuovo adattamento curato da Andrea De Rosa.

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5 novembre, ore 21.15 – Cattolica (RN), Teatro della Regina, Piazza della Repubblica 28-29 – info: 0541 966778, cattolica.net/teatrodellaregina 

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