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Tutti conosciamo Italo Zannier, il critico appassionato, il filologo attento, il collezionista vorace, l’animatore e direttore di riviste, il saggista e storico della fotografia che Germano Celant ha definito un “living monument” nazionale. Non tutti sanno però che l’ingresso nel mondo della fotografia Zannier lo fa da fotografo nel 1952, due anni prima di iniziare l’attività critica. Parallelamente a questa, Zannier fotograferà ininterrottamente fino al 1976, anno del terribile terremoto friulano, dopo il quale si dedicherà esclusivamente alla Storia della fotografia.

Dopo più di trent’anni, Zannier riprende a fotografare con nuovo entusiasmo. Questa volta gli spazi sono quelli globalizzati e standardizzati della nostra contemporaneità e al lirismo intimo degli interni friulani si sostituisce un’ironia fragorosa. È un tripudio di kitsch fotografato in ogni dove, da New York a Barcellona, da Parigi a Vienna, fino a Venezia, “quasi una storia postneorealista”, così la definisce lo stesso Zannier, sottolineando l’impossibilità di immaginare oggi forme di realismo verosimili in una società irrimediabilmente contaminata dai reality e dalla spettacolarizzazione, senza troppe pretese, di tutto e di tutti.

La mostra, allestita nelle stanze dello storico Palazzo Gambalunga di Rimini, raccoglie fotografie vintage di Zannier che vanno dgli anni ’50 ai ’70, più alcuni lavori dedicati al paesaggio urbano, realizzati dopo il 2000. 

Inaugurazione, alla presenza dell’autore: Venerdì 11 dicembre ore 18.

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11 dicembre 2015 – 24 gennaio 2016 – Rimini, Galleria dell’Immagine, Via Gambalunga 27 – orario di apertura: tutti i giorni 16-19, lunedì non festivi chiuso – ingresso libero – info: 0541 704416, comune.rimini.it

 

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