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Per chi non vi conosce: spiegate in 5 righe i vostri “nomi d’arte”. 

Max Penombra: Sono nato a Ravenna nell’84 e ho iniziato a fare rap a 17 anni. Mi ero scelto il nome “Penombra” molto prima. Mi piaceva, suonava un po’ enigmatico. Poi ha iniziato anche un po’ a stufarmi, come nome. Tutti mi chiamano “Max”, quando ero con Il Lato Oscuro della Costa ho deciso che “Penombra” sarebbe stato un cognome: Max Penombra. È rimasto così.

Dj Nersone: Io sono dell’80 e sono nato ad Acri, in provincia di Cosenza. Nersone è il nome da writer che mi porto dietro dalla metà degli anni ’90. Nel 2000 ho concretizzato la mia passione per la musica iniziando a “suonare” come Dj ai primi party. Ho vissuto in Calabria fino al 2008, quando mi sono trasferito a Ravenna. Lì ho conosciuto Il Lato Oscuro della Costa e i Break the Funk, di cui oggi faccio parte.

Perché Dallalicious? 

Max Penombra: Il titolo è venuto fuori subito, appena abbiamo iniziato a lavorare al progetto. Avevo visto questo mixtape dedicato a J Dilla, un produttore musicale molto attivo negli Stati Uniti scomparso nel 2006. Il progetto si chiamava Dillalicious e il nome mi sembrava applicabile anche al nostro lavoro sostituendo una sola vocale.

Dj Nersone: All’inizio uscì fuori addirittura il personaggio “J Dalla”, da utilizzare  in sostituzione dei nostri nomi, ma Dallalicious come nome del progetto ci è sembrato da subito  azzeccato.

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Max Penombra
Max Penombra

 

Lucio Dalla è un cantautore di un’altra generazione, rispetto alla vostra. In quale occasione lo avete sentito, la prima volta? 

Dj Nersone: Molte volte artisti di indubbia grandezza, come appunto Lucio Dalla, vengono dati per scontati. Si conoscono i pezzi più famosi, ma non l’essenza della loro arte. Così da qualche tempo avevo iniziato a farmi una discografia essenziale italiana, rigorosamente in vinile, per riscoprire alcune perle che per motivi anagrafici non avevo apprezzato appieno.

Max Penombra: Cinque o sei anni fa rivedendo Borotalco, il film di Carlo Verdone che ha come colonna sonora alcuni brani famosi di Lucio Dalla, ho iniziato a conoscere questo autore in maniera più approfondita.

Cosa centrate voi, oggi, con lui? 

Max Penombra: Penso che il rap in Italia porti avanti una tradizione musicale iniziata con i grandi cantanti, cantautori e musicisti del nostro Paese. Per me il genere musicale più interessante e comunicativo è il rap, sta a lui continuare la tradizione. Il lavoro che abbiamo iniziato con Lucio Dalla è un semplice segnale di come la musica si evolva ma non dimentichi.

Dj Nersone: Il rap e l’hip hop nascono dalla rielaborazione di musiche esistenti. Noi ci siamo ispirati a Lucio Dalla perché il suo stile ci sembrava molto vicino al modo in cui volevamo esprimerci.

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Max Penombra e Dj Nersone
Max Penombra e Dj Nersone – foto di Federica Francesca Vicari

 

In che modo Dalla è presente nel vostro disco, dal punto di vista musicale? 

Dj Nersone: Max e io ci incontravamo a casa mia per ascoltare dischi di musica italiana. In alcuni album di Lucio Dalla abbiamo sentito alcune parti “campionabili”, cioè utilizzabili per creare delle basi su cui fare rap. Da qui nasce Dallalicious: dalla scelta dei “samples” da utilizzare. Nei beat dell’Ep i riferimenti a Dalla sono volutamente espliciti, per avere quel tocco di “italianità” nei suoni. Abbiamo preso anche alcuni campioni vocali. 

I testi sono stati composti citando alcune sue canzoni? 

Max Penombra: Inizialmente pensavo di lasciarmi ispirare dal brano che avevamo campionato, successivamente ho scelto una strada diversa. Volevo fare un lavoro dedicato a Lucio Dalla, ma non volevo fosse una specie di cover o di tributo. Ho capito che dovevamo parlare di noi e che il mezzo doveva essere la musica di Dalla. Poi inevitabilmente qualche citazione c’è, ma è un aspetto marginale del disco.

Dj Nersone: Secondo me Max si è ispirato allo stile con cui scriveva Dalla, più che alle canzoni in sé. I testi dell’Ep sono molto autoironici, a volte critici nei confronti di alcune situazioni che si verificano nell’ambiente dell’hip hop o più in generale nella società in cui viviamo. Max si è messo in gioco, “ma le parole escon dalla penna e parlano da sole”…

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COVER 2

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Un paio di pezzi del disco erano già presenti in Max era Max, spettacolo che ha debuttato al Cisim il 2 novembre 2015. Per chi non lo ha visto: cos’è Max era Max? 

Max Penombra: È un monologo teatrale pieno di rap. Non è un racconto autobiografico: io sono solo un mezzo per parlare, anche in maniera ironica, di una generazione alle prese con l’amore, la solitudine e il lavoro. Anche il rap fa parte della narrazione. Uso uno stile molto differente da quello che sarebbe adatto a un concerto: il tono è molto più pacato, le parole meno urlate. Durante la composizione di questo spettacolo ero anche alle prese con Dallalicious, ho pensato che alcuni brani fossero adatti al testo di Max era Max.

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Il disco è scaricabile gratuitamente su https://maxpenombra.bandcamp.com/music.

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MICHELE PASCARELLA

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Info: Facebook Max Penombra, Dj Nersone aka Ciccio B

 

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