nataleansiaGentile dottoressa,

ogni anno mi ripropongo di pensare in anticipo ai regali, di fare solo dei pensierini, di non “farmi prendere troppo” dalla pressione di amici e parenti che ti strattonano per pranzi o aperitivi… ma non ci riesco e arrivo a Natale esaurita. Si può soffrire così tanto una festa?

Auguri, G.

 

Cara G.,

a quanto pare si può soffrire così tanto una festa se l’ansia da regalo è stata addirittura oggetto di un’indagine promossa da Found! su un campione di 1800 italiani e italiane di età compresa tra i 18 e i 60 anni, volta a comprendere proprio l’atteggiamento dei più nei confronti della caccia alle strenne natalizie.

Il leitmotiv delle conversazioni in ufficio o al bar in questi giorni infatti, riguarda proprio i regali fatti ma soprattutto quelli ancora da fare, l’impoverimento delle idee (e dei portafogli), il tempo che manca anche solo per andare a fare gli acquisti o il corriere che sembra non arrivare mai per i doni ordinati tramite internet…

E dall’indagine sembrerebbe proprio che questo stress rappresenti un fattore comune nel Belpaese in quanto per oltre il 61% degli intervistati il pensiero dei regali porta con sé una vera e propria ansia.

Dunque non sappiamo dire se il termine sia usato colloquialmente o se porti con sé davvero i segni clinici del disturbo, ma di certo sembra che questa volta sia il cosiddetto sesso forte a patire di più (il 71% rispetto al 51% rappresentato dalle donne) e che a mandare in tilt sia soprattutto la mancanza di idee.

Con la maturità però il problema si attenua. Il podio degli ansiosi lo conquista infatti la fascia d’età tra i 30 e i 40 con un bel 75% mentre scende al 33% tra i 50 e i 60.

Stando sempre all’indagine le soluzioni non appaiono molto creative, la prima tra tutti lo scaricare la responsabilità degli acquisti al partner o a qualcuno di casa, praticata da un buon 50%.

E meno male che conta il pensiero o che sono lo spirito natalizio e l’amore gli ingredienti vincenti del Natale, come si ostina a dire qualcuno. Il regalo invece diventa l’unico pensiero fisso su cui costruire la frenetica e quasi psicotica settimana pre 25.

A tali consuetudini non esiste rimedio, è vero, ma forse potremmo tener presente qualche piccolo stratagemma per non arrivare al fatidico giorno rischiando di consumare il cenone in uno stato di tensione tale da poter sembrare l’alter ego delle illuminazioni della città.

Prima di partire per una meta di generi vari, quali un grande magazzino, capace di fornirvi molte idee ma anche di confondervele altrettanto, provate a pensare autenticamente ai destinatari dei vostri regali, chiedendovi cosa possa piacere loro.

Provate a scrivervi più ipotesi per ogni persona e solo in quel momento potete cercare parcheggio nel centro commerciale.

Altro fondamento è quello di abbassare le aspettative personali. Potete anche non trovare il regalo perfetto, ma se è stato donato con le migliori intenzioni, il destinatario apprezzerà comunque, inoltre non dimenticate di farvi guidare anche un po’ dall’istinto e perché no, dalla creatività.

E auguri!

 

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