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L’atmosfera di feste natalizie permea le nostre case e le nostre città. Mentre noi ci diamo ai festeggiamenti, qualcuno instancabilmente sta ultimando i lavori del Carnevale. E quest’anno ha ancora meno tempo del solito: la Pasqua è alta e arriverà presto. Non faremo in tempo ad archiviare i bagordi natalizi che dovremo aprire quelli del Carnevale.

Domenica 27 gennaio si apriranno infatti le sfilate del Carnevale di Fano: il più antico d’Italia. Incredibile scoprire che i primi documenti storici che vi fanno riferimento risalgono addirittura al 1347.

Ma come sono capitata al Carnevale di Fano? Questa storia comincia con l’invito di un amico. Volevo andare a scattare qualche foto. Poi ho scoperto un mondo, a me totalmente sconosciuto. Una tradizione tutta italiana, e in questo caso, tutta marchigiana. E ne sono stata rapita.

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Siamo tutti colpiti dalla maestosità dei carri che sfilano. Tutti li amiamo e facciamo festa al loro passaggio. Ma pochi sanno cosa c’è dietro. E nemmeno io fino ad ora lo immaginavo. È la storia di una tradizione antica, tramandata solo a chi ha il “Virus del Carnevale”, come si sente dire negli hangar dove sono gelosamente nascosti i carri. Ad essere stati contagiati da questo virus sono tutti i volontari che ogni anno rendono possibile il Carnevale. Tutto comincia in estate: il momento dell’ideazione. L’ispirazione è la vita quotidiana, la politica, l’economia, le paure. Il tema viene disegnato e reinterpretato a seconda della creatività dei volontari. Poi il progetto viene presentato a un concorso. Se viene approvato, si parte con la realizzazione. Tutto questo si svolge in hangar dedicati, nella zona industriale di Fano. Chiusi lì per mesi, i volontari lavorano e alternano tantissime competenze: artistiche, ingegneristiche, tecniche. Le strutture infatti oltre a essere belle, devono “reggere” e quindi c’è uno studio dei materiali per bilanciare i pesi delle varie figure sul carro. Per la realizzazione dei soggetti è importante la resistenza, la leggerezza, ma anche la malleabilità per poter plasmare le figure. Una parte delle competenze di costruzione viene importata dal processo di realizzazione degli scafi nel settore nautico. Si utilizzano resine, ma anche polistirolo. Poi vanno curate anche le luci e la musica che contribuiscono ulteriormente a creare l’atmosfera di festa.

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Vedere i volontari del Carnevale all’opera è stato un po’ come spiare nella bottega di un artigiano.  Nei capannoni la frenesia è visibile; chi fresa, chi incolla, chi scolpisce, chi dipinge. Il tempo è poco e c’è ancora tanto da finire e rifinire. Ma una cosa è certa: sarà tutto pronto in tempo. Ognuno alla sua postazione, ognuno con una tenuta di lavoro diversa. Ognuno con un progetto e una storia da raccontare. La storia di una grande passione che è ciò che accomuna i ragazzi del Carnevale: età trasversali, provenienze diverse, ma un minimo comune denominatore: la passione per il Carnevale che gli si legge negli occhi. L’orgoglio di chi vede nascere e prendere forma la sua idea ed essere poi ammirata da migliaia di persone durante le sfilate. Sì, è questa la loro unica soddisfazione. Perché se per quanto i volontari sfilino vicino ai carri durante le sfilate, nessuno sa chi sono. Un’altra delle peculiarità di questo evento.

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Inoltre, da cinque anni a questa parte è stato introdotto anche il Carnevale dei bambini.  La preparazione dei costumi parte in autunno, nelle quarte e quinte delle scuole primarie di Fano. Ognuna ha un tema diverso. Poi 300 bimbi sfilano nella mattinata delle 4 domeniche del Carnevale, in un evento nell’evento che attira molti visitatori. E che vede i bimbi orgogliosi di essere già interpreti e protagonisti di una grande tradizione.

Nel pomeriggio invece parte il Carnevale classico, la lunga sfilata di allegria il cui momento clou è il Getto, ovvero il lancio dei dolciumi dai carri che riprende un’antica tradizione dei nobili della città: nel ‘700 lanciavano confetti dalle carrozze mentre andavano a teatro. Solo nel ‘900 i confetti divennero bigné. Per proseguire quest’usanza, anche quest’anno quintali di caramelle e cioccolati pioveranno sulle teste dei visitatori.

La cerimonia della cremazione del Pupo, un personaggio che rappresenta la sfilata e che cambia ogni anno chiuderà il Carnevale il martedì grasso.

Ad ora personaggi e carri sono ancora top secret. Solo qualche anticipazione in queste foto. Per il resto, ci si vede lì!

 

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