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Ashraf Fayadh, poeta, curatore e artista, è stato condannato a morte da un tribunale dell’Arabia Saudita, paese dove è nato da genitori palestinesi.
È accusato di aver promosso l’ateismo con i suoi testi inclusi nell’antologia poetica Instructions within (2008), di aver avuto relazioni illecite, di aver mancato di rispetto al profeta Maometto e di aver minacciato la moralità saudita. La sentenza è stata emessa il 17 novembre ed è previsto che Fayadh possa presentare una richiesta d’appello entro trenta giorni.

Fayadh, 35 anni, è rappresentante dell’organizzazione di artisti britannico-saudita Edge of Arabia. Nel 2013 è stato tra i curatori della mostra Rhizoma alla Biennale di Venezia. È stato arrestato nel gennaio del 2014 e nel maggio dello stesso anno è stato condannato a quattro anni di prigione e 800 frustate da un tribunale di Abha, nel sudovest dell’Arabia Saudita. Dopo che il suo primo ricorso è stato respinto, una nuova corte lo ha condannato a morte.

Mona Kareem, poeta e attivista per i diritti dei migranti che ha lanciato una campagna per la liberazione di Fayadh, ha detto al Guardian che il poeta non può chiedere a un avvocato di difenderlo perché dal giorno del suo arresto non ha più i documenti d’identità. Secondo Kareem, Fayadh sarebbe vittima di discriminazione perché di origine palestinese. Durante le udienze il poeta ha dichiarato di essere musulmano e ha respinto le accuse.

Nell’ambito dell’appello internazionale lanciato dal Festival Internazionale di Letteratura di Berlino, anche a Bologna, come in numerose altre città italiane e del mondo, il 14 gennaio 2016 sarà organizzato l’evento “Free Ashraf Fayadh” a sostegno del poeta.
La serata in libreria sarà molto ricca: sono previste letture in italiano ed arabo di poesie dello stesso Ashraf, e musiche dal vivo del gruppo musicale Hudud (ConFini) composto da musicisti provenienti da Medio Oriente ed Europa; inoltre lo scrittore iracheno Gassid Mohamed interverrà via Skype da Baghdad. Egli è autore di un saggio di approfondimento sulla vicenda giudiziaria con un’attenta analisi dei testi incriminati. Ci sarà inoltre un banchetto di Amnesty International, organizzazione che ha lanciato uno degli appelli per la liberazione del poeta, e un breve intervento de lamacchinasognante.com, contenitore di scritture online, che insieme al gruppo di poesia multiVERSI e all’associazione Movimentodalsottosuolo promuove l’evento.
L’iniziativa vede anche l’adesione dell’Associazione Movimento dal Sottosuolo e di UAAR – Unione Atei Agnostici Razionalisti.

Per informazioni integrative sulla vicenda giudiziaria, la biografia e le poesie di Ashraf, come pure per gli eventi a sostegno in Italia, vedi il sito apposito di Editoria Araba https://editoriaraba.wordpress.com/2015/12/21/iniziative-italiane-per-il-poeta-ashraf-fayadh/

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14 gennaio, ore 17.30-19.30 – Bologna, Libreria Irnerio Ubik, Via Irnerio 27 – info: 051 251050, bologna@ubiklibri.it

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