L'anarchico non è fotogenico - foto di Angelo Maggio

 

L'anarchico non è fotogenico - foto di Angelo Maggio
L’anarchico non è fotogenico – foto di Angelo Maggio

 

È il principio di buona morte, legato al concetto di fine o accelerazione di una fine certa, che attraversa i tre capitoli di Tutto è bene quel che finisce, azione teatrale ideata dalla compagnia riminese Quotidiana.com che giovedì 21 al Teatro degli Atti presenta la prima parte di questo percorso.

Nell’Anarchico non è fotogenico Paola Vannoni e Roberto Scappin riflettono a modo loro sulla morte, giocando sulle soglie dell’assurdo, in modo caustico e politicamente scorretto. Il tema della fine si intreccia con le eutanasie negate, riferite non solo al campo medico-scientifico ma anche a quello della politica, della biopolitica e della cultura. In scena due cow-boy, poi improbabili danzatori, o forse, come spiega la stessa compagnia “solo due esseri in bilico ai limiti del paradosso pronunciano il loro bà-sta!, un’esclamazione forte, quasi performativa, che traccia il confine dell’opportunità o della sopportazione e genera una cesura fra presente e futuro. Sui margini di questa cesura si pongono le due figure attraversando ciò che necessita di essere ripensato, dal rapporto con la morte a quello con la bellezza, dal senso del teatro alla sua relazione con lo spettatore. Sfiorando il surreale per far risaltare il reale si tenta di scombinare le vecchie strutture e realizzare nuove combinazioni, sollecitando un intelletto disobbediente e operativo, complice un testo che passo dopo passo si oppone all’opinione comune e alle mistificazioni del buon senso”.

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,21 gennaio, ore 21 – Rimini, Teatro degli Atti – info: 0541 793811, teatroermetenovelli.it

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