Erich Turroni, Senza titolo, opera site specific, 2016
Erich Turroni, Senza titolo, opera site specific, 2016
Erich Turroni, Senza titolo, opera site specific, 2016

 

Per chi non se ne intende: di cosa tratta questa mostra?

Carsico, la personale di Erich Turroni, giunge a completare la prima tranche di eventi e proposte espositive di Cristallino. La mostra rientra nell’ambito dei Cantieri, ossia di quei progetti artistici che occupano per via estemporanea le sale del Musas, il Museo Storico Archeologico di Santarcangelo di Romagna, con l’obiettivo di aprire ulteriori varchi rispetto alla programmazione del Festival.

Sia Erich Turroni che Claudio Ballestracci, protagonisti di questa sezione, si scostano dal tema della collettiva Il pensiero è un abisso, centrata sul mondo oggettivo, sullo stato delle cose, per proporci una ricognizione della condizione umana, passando attraverso le esperienze traumatiche dei conflitti dell’ultimo secolo e la progressiva reificazione sociale e culturale che ha contraddistinto la modernità. In Turroni questa riflessione si precisa nell’ipotesi di un’era post-human, dove la nostra identità tende a farsi liquida e transeunte. Ciò che si palesa nelle sue opere è un intenso appello a quel nucleo di umanità che ancora ci appartiene e che ancora rende possibile la nostra esistenza.

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Erich Turroni, Senza titolo, tecnica mista su carta, 2015
Erich Turroni, Senza titolo, tecnica mista su carta, 2015

 

In che cosa Carsico consolida, e in che cosa eventualmente rinnova, il percorso poetico e produttivo di Erich Turroni?

Già in precedenza, in un mio testo critico, avevo connesso la ricerca di questo artista a una categoria che poco ha a che vedere con l’arte quanto invece con la poesia. Perché sono fermamente convinta che la sua indagine scultorea e pittorica tenda nel complesso a configurarsi come una possente, implacabile elegia dell’umano. Elegiaca è la traiettoria del suo stile, calibrata sulla ritrazione piuttosto che sull’azione, nella quale domina un riserbo, un pudore espressivo talmente rigoroso da escludere qualsiasi residuo d’intenzionalità soggettiva; ma elegiaca è soprattutto la prospettiva dalla quale egli osserva l’oggetto, la modalità attraverso cui lo rende manifesto, quasi si trattasse di una materia obsoleta, perduta, e l’artista fosse lì per circoscriverne l’estremo barlume. Nei lavori che Turroni presenterà al Musas questa dinamica mi sembra attestarsi in modo ancora più marcato e insieme rivelare delle inattese aperture, in direzione di una sintassi compositiva che ammicca esplicitamente anche ad alcuni grandi esponenti dell’arte moderna, Giacometti in primis.

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Erich Turroni, Uomo, tecnica mista e poliestere su tavola, 2015
Erich Turroni, Uomo, tecnica mista e poliestere su tavola, 2015

 

Calligraphie pubblicherà un catalogo dei lavori più recenti di Turroni, all’interno della collana di arte contemporanea IN-PLANO. Ce li presenti?

Il catalogo che uscirà per le nostre edizioni ha in realtà una struttura un po’ anomala. Diciamo che assomiglia più a un taccuino che non a un catalogo vero e proprio, vuoi per la logica con cui sono stati selezionati i lavori, centrata prevalentemente sulla pratica, con molti studi preparatori, abbozzi, esercizi intermedi; vuoi perché conterrà delle carte e dei disegni realizzati a mano dallo stesso Turroni, dunque diversi esemplari di questa serie limitata costituiranno un unicum. Com’è ormai tipico della nostra filosofia editoriale, ciò che ci preme nella costruzione di un libro è di mantenerne intatta la fondamentale polisemia, la sua possibilità di implicare altre forme, di presentarsi come un oggetto passibile di innumerevoli variazioni… Per citare Henri Michaux, un libro dovrebbe essere come un quadro, deve permettere la libera circolazione dello sguardo e dei sensi anziché proporre una via bell’e tracciata, univoca.

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Erich Turroni, Vanitas, tecnica mista e poliestere su tavola, 2015
Erich Turroni, Vanitas, tecnica mista e poliestere su tavola, 2015

 

Puoi darci qualche anticipazione di ciò che proporrà Cristallino fra aprile e luglio?

Cristallino riaprirà simbolicamente, e di fatto, i suoi battenti sabato 16 aprile con l’inaugurazione della mostra collettiva SOUVENIR D’AMéRIQUE, un progetto che si innesta alla prossima edizione della Biennale del Disegno di Rimini. La mostra avrà un assetto un po’ particolare, perché durante l’allestimento cercheremo di agire su quella che è l’ottica dell’osservatore, tentando di disarticolare il suo punto di vista. Il focus verterà in prevalenza sulla fotografia, il disegno e l’incisione. Tra gli appuntamenti di questo secondo atto del Festival mi preme segnalare un incontro: domenica 1 maggio avremo infatti come ospite Roberto Paci Dalò, in una serata che vede la presentazione del suo progetto multimediale 1915 The Armenian files  e del libro FILM NERO, tutt’ora in corso di pubblicazione per i tipi de Il filo di Partenope di Napoli.

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MICHELE PASCARELLA

 

  

20 febbraio, ore 17.30 – Santarcangelo di Romagna (RN), MUSAS – Museo Storico Archeologico, Via della Costa 26 – info: calligraphie.it, cristallino.org

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