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Una mostra dei suoi lavori, un film inedito in cui l’artista si racconta per l’ultima volta, una guida per rintracciare le sue opere che sono sparse sul territorio, una mostra di disegni come testimonianza dell’irripetibile esperienza d’arte all’interno dell’Ospedale Lolli.

Sono solo alcuni degli eventi organizzati per omaggiare, a un anno dalla sua morte, il pittore e scultore imolese Germano Sartelli, interprete acuto dei fatti della vita e dell’arte nella sua città.

Sono gli anni Cinquanta quando Sartelli, classe 1925, scomparso un anno fa a 89 anni, dà vita ad un progetto all’Ospedale psichiatrico Luigi Lolli di Imola, per insegnare pittura ai degenti le cui opere saranno poi al centro di una mostra, nel 1954, che al tempo suscitò molto scalpore e che la Fondazione ripropone nei suoi spazi a Palazzo Sersanti, dal 1° al 17 aprile, con la mostra dal titolo L’Atelier. Germano Sartelli e i laboratori di arteterapia all’Ospedale psichiatrico di Imola.

La passione per la scultura nacque però prima, negli anni Trenta e Quaranta, all’interno di un laboratorio di intaglio del legno di Imola. Sartelli ebbe poi il suo atelier immerso nella natura del piccolo borgo di Codrignano in cui progettava le sue opere che da sempre hanno come cifra comune l’utilizzo di materiali riciclati: pagine di giornali, fili metallici e arrugginiti, cicche di sigarette e ragnatele, legni e ferri. Sartelli parte dall’osservazione della natura (famose le sue “Foreste”), da ciò che lo circonda e dell’essere umano nella sua complessità. Dopo la Guerra fu spesso a Bologna per frequentare i salotti del famoso Circolo della Cultura dove espose, presentato da Maurizio Calvesi, per la prima volta nel 1958. Nel 1964 partecipa anche alla 32esima Biennale di Venezia.

La “4 giorni” dedicata a Sartelli parte il 31 marzo al Museo di San Domenico, alle ore 18, con la presentazione del volume Itinerario per Sartelli, una guida alle opere pubbliche che l’artista realizzò in Romagna, terra da lui molto amata e fonte di ispirazione. Alla sera al Teatro Ebe Stignani di Imola, alle ore 21, viene proiettato il film documentario Germano Sartelli. La forma delle cose, conversazioni, scritto e diretto dal regista Paolo Fiore Angelini nel 2014.

Sempre giovedì 31 marzo inaugurano due mostre negli spazi del Museo San Domenico. Osservatorio su Germano Sartelli, aperta fino all’8 maggio, è uno sguardo sulla vasta produzione dell’artista dalle opere ormai storiche della stagione dell’Informale alle più recenti creazioni con carte lavorate di grande vivacità e forte valore sperimentale. La mostra Sartellini, invece, fino al 3 aprile espone i lavori di circa 100 bambini e bambine, allievi e allieve, che hanno partecipato al laboratorio omonimo dedicato a Germano Sartelli, proposto dal Servi­zio educativo dei Musei civici di Imola.

Il 1° aprile a Palazzo Sersanti, nel Centro Polivalente Gianni Isola, alle ore 18 inaugura la mostra L’Atelier. Germano Sartelli e i laboratori di arteterapia all’Ospedale psichiatrico di Imola, che accosta l’incredibile lavoro artistico che Sartelli fece fare ai degenti del manicomio Lolli, a una proiezione del do­cumentario girato nel 2006, proprio sulla stagio­ne che vide impegnato l’artista come maestro all’Ospedale Psichiatrico di Imola.

Sabato 2 aprile al Museo di San Domenico, alle ore 11, si svolgono i laboratori, mentre domenica 3 aprile si può partecipare alla visita guidata alle opere dell’artista presenti in città, un percorso nella città di Imola dalla scoperta delle sculture dell’artista in spazi pubblici.

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31 marzo – 3 aprile – Imola (BO), luoghi e orari vari – info: 0542 26606, fondazionecrimola.it, arteromagna.it

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