Camminando tra le oltre 100 opere d’arte europea e americana degli anni venti e sessanta del Novecento qui esposte, sembra proprio di trovarsi nella Grande Mela.

I quadri provengono dalle collezioni di Solomon e Peggy Guggenheim, zio e nipote, uniti a Firenze per un originale ed esclusivo incontro.

Tutte le opere insieme sono un’occasione unica per stupirsi e anche confrontare tra loro i movimenti artistici che hanno definito il concetto di arte moderna, dal Surrealismo alla “pittura d’azione” fino alla Pop art.

Si parte dai grandi come Kandinsky, che troviamo fin dalla prima sala con la monumentale tela “Curva dominante” del 1936; poi Duchamp e Max Ernst, qui presente con “Il bacio”, manifesto dell’arte surrealista.

La mostra si focalizza poi sull’arte del dopoguerra a cavallo tra Europa e America, con i cosiddetti informali europei quali Alberto Burri, Emilio Vedova, Jean Dubuffet, Lucio Fontana e alcune delle maggiori personalità dell’arte americana tra gli anni quaranta e sessanta.

Un’intera sala è dedicata a Jackson Pollock che con il sostegno di Peggy, raggiungerà il successo internazionale come uno dei maggiori rappresentanti dell’espressionismo astratto. Qui sono esposte ben diciotto sue opere, da quelle degli esordi a quelle realizzate con la tecnica del dripping, che consiste nel far cadere, o gocciolare, i colori o le vernici direttamente sulla tela distesa a terra, lasciando un certo margine al caso.

Si prosegue con i quadri di Mark Rothko che, in una stanza totalmente scura, sembrano galleggiare senza tempo.
Per trovare Alexander Calder, uno dei più grandi maestri dell’astrazione che ha modificato l’idea stessa di scultura, basta alzare gli occhi. Cinque dei suoi grandi “mobiles”, le opere sospese, sono lasciati liberi di muoversi al più piccolo spostamento d’aria che i nostri passi produrranno.

Si chiude con “Preparativi” di Roy Lichtenstein, grandiosa e gioiosa opera che rimanda al fumetto, ma in realtà propone significati inquietanti: una denuncia della guerra in Vietnam.

In una piccola stanza sono raccolte le immagini di una delle case newyorkesi di Peggy Guggenheim e della sua residenza veneziana. Insieme agli oggetti degli artisti che collezionava o di cui era amica, ci fanno capire il suo amore infinito per l’arte.

Curata da Luca Massimo Barbero “DA KANDINSKY A POLLOCK. La grande arte dei Guggenheim” è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e dalla Fondazione Solomon R. Guggenheim.

 

VALENTINA SANGIORGI

 

Firenze Palazzo Strozzi 19 marzo 24 luglio 2016